Il Cavaliere tra Sarkozy e Hollande

È veramente un day after per il presidente francese Nicolas Sarkozy: dopo il dibattito di mercoledì sera (al quale hanno asistito quasi 18 milioni di francesi) il giudizio di Marine Le Pen è definitivo: «Sarkozy ha perso da diverso tempo e non credo che il dibattito abbia cambiato qualcosa a riguardo». La leader del Fronte Nazionale ha in particolar modo attaccato Sarkozy. Secondo lei «l’elezione è ormai fatta: Sarkozy – ha detto – aveva perso l’elezione già prima del primo turno». La Le Pen ha risparmiato invece Francois Hollande il quale, per lei, «ha svolto il suo ruolo. Sarkozy voleva distruggere il suo avversario – ha aggiunto – invece non ci è riuscito e non è stato neanche chiaro».
Ma la cosa stupefacente è che la figura (ingombrante, a quanto pare) dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stata al centro di un siparietto tra i due candidati. «L’Italia è stata governata per anni da uno dei tuoi amici, Silvio Berlusconi», ha detto Hollande rivolgendosi a Sarkozy, dopo che quest’ultimo aveva criticato la Spagna socialista di Josè Louis Rodriguez Zapatero. In Europa – ha proseguito – «ci sono state delle gestioni pessime». Berlusconi «non è mio amico perché ha auspicato la tua elezione», ha subito replicato Sarkozy, aggiungendo che «Berlusconi è berlusconesco». Ma Hollande non ha mollato, facendogli notare che l’ex presidente del Consiglio italiano è iscritto al Partito Popolare Europeo, lo stesso di Sarkozy».«Berlusconi non è nel mio partito», ha replicato secco Sarkozy. Insomma, tutti a prendere coraggiosamente le distanze da un uomo politico che evidentemente però ha lasciato il segno in Europa. Essere amici di Berlusconi è uno svantaggio, a sentire queste due «delusioni», per dirla con l’unica trionfatrice delle elezioni, Marine Le Pen.
«Certamente non mi ha colpito Hollande ma neanche Sarkozy, è una confidenza: non mi è simpatico. Non mi sono piaciuti i suoi sfottò all’Italia». Così il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, commenta la corsa alla presidenza francese. «I problemi non ci sono solo da noi, ognuno ha i suoi e non piccoli» dice Casini che, intervistato da Sky Tg24, aggiunge: «Credo comunque che l’Europa dalle elezioni francesi debba uscire profondamente diversa: e cioè parlando di crescita e non solo di rigore». Tuttavia Casini, quando Sarkozy e la Merkel risero pubblicamente dell’Italia, non prese una posizione altrettanto chiara. Adesso che Berlusconi non è più premier, il leader dell’Udc si erge a difensore della nazione…
Comunque i due («uno che non ha fatto le riforme, l’altro che non manterrà le promesse», citando la Le Pen) in tv se le sono date di santa ragione. «Piccolo calunniatore», «fare la vittima non le si addice»: Sarkozy e Hollande non hanno lesinato i colpi nella sfida durata quasi tre ore in diretta. Una battaglia ad armi pari, moderata da due giornalisti – Laurence Ferrari e David Pujadas – che si sono limitati a scandire il tempo di parola dei due sfidanti, grazie all’uso di un cronometro. Nello studio alle porte di Parigi si sono affrontati su quasi tutto: dall’economia al rigore nei conti pubblici, dall’immigrazione all’Europa, senza risparmiare i colpi bassi. Sarkozy ha sparato a raffica la parola «bugia» contro Hollande, che ha retto bene agli attacchi dello sfidante, riuscendo a non portare il faccia faccia in un «incontro di boxe», come aveva lui stesso auspicato nei giorni scorsi. I due sfidanti hanno anche parlato di Germania. Sarkò ne ha approfittato per sferrare un altro attacco contro Hollande: «La Germania – ha detto – ha fatto esattamente il contrario della politica che lei propone». Non male l’affondo del presidente uscente quando lo sfidante ha detto che tasserà i ricchi: «Signor Hollande, lei vuole meno ricchi, io voglio meno poveri». «La Francia è insieme alla Svezia il Paese in cui le tasse sono più elevate. Cosa vuole fare? tassare ancora? Per finanziare la sua follia della spesa». Infine, il presidente non ha rinunciato a tentare di accattivarsi  i voti del Front national con una osserrvazione tutto sommato banale: «In Francia i musulmani sono trattati meglio dei cristiani in Oriente», ha detto, evocando le accuse delle scorse settimane a Hollande secondo le quali il socialista sarebbe portato in Francia dalle moschee e dalla comunità musulmana, tema molto sentito nel Paese.
Vittoria ai punti per François Hollande al termine di un match estenuante e senza pietà: questa la sensazione generale della stampa francese ieri, che pone in grande evidenza il duello serale tv fra lo sfidante socialista e il presidente uscente. Fuori dal coro fra i grandi quotidiani solo Le Figaro, su posizioni vicine a Sarkozy, che assegna ai due un pari. «Dopo il dibattito, Hollande rimane favorito» è il titolo scelto da Le Monde. «Alta tensione», titola invece Figaro, secondo cui i due candidati «hanno proposto due visioni della Francia in un clima teso». «Sarkozy-Hollande: un confronto senza pietà», scrive ancora il quotidiano del centrodestra francese, secondo cui «nessuno dei due finalisti alle presidenziali ha voluto cedere nulla al proprio avversario». «Hollande presiede il dibattito», è l’apertura dello storico quotidiano della gauche parigina, Liberation, sottolineando che «gli scambi tra il candidato socialista e un Nicolas Sarkozy sulla difensiva sono stati molto duri». PerLe Parisien, il confronto tv è stato «molto teso e molto tecnico». Il sito internet del settimanale Le Nouvel Observateur, vicino ai socialisti, scrive che «di fronte a Hollande Sarkozy era Pinocchio». E che la performance del presidente uscente è «il fallimento della comunicazione bling-bling» e «di un certo modo di esprimersi in politica, ormai superato».