I giovani ci sono e… non stanno a guardare

Nel Pdl non si riuniscono solo i vertici. Anche dal basso nascono iniziative con l’ambizioso obiettivo di superare un malessere profondo, senza aspettare ricette miracolistiche, colpi di teatro e rivoluzionarie novità. Nel Nord dove Grillo miete consensi si organizzano i giovani di “FormattiamoilPdl”, che hanno messo la rete al centro delle loro relazioni e del loro modo di fare politica. Si sono autoconvocati a Pavia per chiedere ricambio generazionale e meritocrazia e si aspettano risposte dalla classe dirigente del partito. Tra gli organizzatori dell’evento, in programma domani, una giovane consigliera comunale di Brescia, Mariachiara Fornasari, che spiega quali sono le parole d’ordine del movimento: non contestare, ma partecipare. «Diremo le cose che non ci stanno bene senza giri di parole. Non siamo i grillini del Pdl e neanche vogliamo imitare il rottamatore Renzi però vogliamo dire che siamo stanchi delle passerelle dei big». Pure, al loro meeting, ci sarà anche Angelino Alfano, che si collegherà via Skype, e altri parlamentari: Gelmini, Lorenzin, Corsaro, Crosetto, Calabria. E che gli direte? «Gli diremo che esiste anche la rete per fare politica, che bisogna ascoltare la gente, che se loro parlano tra di loro in tv le persone non si sentono ascoltate. Loro parleranno, ma poi parleremo noi, e vogliamo risposte». Hanno scelto Pavia perché è la città amministrata da un giovanissimo sindaco Pdl, Alessandro Cattaneo, 32 anni, che si è messo a capo di questa filiera di amministratori locali e di gente comune: la richiesta è quella di una classe dirigente collegata al territorio. «Vogliamo essere noi a scegliere – dice Fornasari – anche attraverso primarie vere, in cui l’ultimo iscritto al partito possa provare a sfidare il big». I toni sono morbidi, sia verso Alfano che verso Berlusconi, ma di una cosa sono sicuri: non può passare solo da loro il rilancio, ci vogliono linguaggio e proposte nuove. Fornasari tuttavia nega che vi sia una benedizione dall’alto di Berlsuconi all’iniziativa, magari primo step di un listone civico per l’Italia con tutte facce nuove: «Fantasie, noi siamo giovani ma non nuovi, molti di noi vengono dalla militanza e non vogliamo facili carriere, solo ridare ossigeno a un progetto in cui crediamo».
Da Pavia a Bologna le note giovanili compongono una musica che punta a cambiare. Qui è il consigliere regionale Galeazzo Bignami a voler suonare la sveglia con un convegno, anche questo in programma domani, che ha voluto intitolare “Fuori”. Un invito a qualcuno a farsi da parte? «No, un invito a uscire dal palazzo. Qui il Pdl è passato dal 40% al 9%. Che altro deve succedere per dare una scossa al partito?». La ricetta per Bignami è semlpice: territorio e merito. Anche per lui le primarie sono essenziali. Ripartire dal basso e non dall’alto, allora, perché a questo punto le mosse a sorpresa non servirebbero più: «Alfano deve avere più coraggio e Berlusconi deve capire che bisogna saper passare il testimone». All’appuntamento prenderanno parte dirigenti ex An (Pesato e Donazzan) ma non solo: «Abbiamo aggregato molte realtà formatesi nel Pdl e che nulla hanno a che fare con gli ex. Verrà anche il coordinatore regionale Berselli. Noi non ce l’abbiamo con la vecchia classe dirigente, ma visto che siamo i giovani proviamo a fare i giovani». Qualche proposta dirompente? «Vanno dati sgenali forti. Per sempio sul finanzimento pubblico. Avevamo detto di abolirlo completamente: facciamolo».
A fine giugno è invece già in programma in Toscana una tre giorni organizzata da Alberto Spampinato, dirigente della Giovane Italia: «Anche noi abbiamo invitato Alfano – spiega – e speriamo che venga. Sicuramente ci sarà l’ex ministro Altero Matteoli. Non vogliamo contestare nessuno ma far capire che ci vuole l’apporto di nuove energie. La classe dirigente non può essere scollata dal territorio. Il confronto con la base e con le categorie in un partito è fondamentale se no diventiamo un partito biodegradabile. Il modello partecipato è l’unico che ci può condurre fuori dalla situazione in cui ci troviamo. È inutile dire che ci vogliono i giovani, come se fossero un’entità astratta. I giovani nel Pdl ci sono. Ascoltiamoli, valorizziamoli, scopriamone l’esperienza».