E nel Pd infuria il dibattito interno su Obama: la crisi? No, i gay

Nel giorno in cui Obama accoglie i grandi del mondo e apre il G8 di Camp David con un intervento sulla fame nel mondo al cospetto del cantante degli U2, Bono Vox, dall’Italia arriva l’eco di una polemica di spietata attualità, nel contesto dell’emergenza economica e con il mondo sull’orlo di un tracollo globale: i matrimoni gay. In ballo c’è proprio Obama, che la deputata del Pd Paola Concia invidia tanto agli americani e non glielo manda certo a dire a Bersani. La parlamentare lesbica è consapevole di avere davanti a sè la pallida copia del presidente americano, quel leader del Pd che sulle unioni tra omosessuali non ha esattamente la stessa apertura mentale dell’inquilino della Casa Bianca, che per fronteggiare la crisi di consenso ha recentemente aperto alle coppie gay, almeno a parole. «Sui diritti degli omosessuali c’è una certa timidezza della sinistra», ha ammesso ieri la deputata democratica Paola Concia, che è passata all’attacco: «È anche un gesto d’amore per il mio partito, perchè io voglio che il mio sia un partito migliore». Sulla posizione del leader del suo partito, però, c’è tanto a lavorare: «Bersani si sforza – dice Concia – sono contenta che si renda conto che tra le priorità deve esserci questa. Ne è consapevole, ma deve esserne più sereno e convinto, non deve aver paura, deve pensare ad Obama». Nulla di male, se nel giorno in cui la crisi mondiale è all’attenzione di Obama, il Pd s’interroga sui matrimoni gay di Obama. Peccato che nessun Democratico si sia esercitato con altrettanta passione, anche solo in una nota, un’agenzia, un comunicato, sulle soluzioni alla crisi dell’euro, di cui l’icona americana ieri discuteva col premier italiano. Per nulla distratti dall’infuocato dibattito italiano sulle coppie gay.