Caso Corcolle: Monti dice sì. E smentisce i suoi ministri

Tutti contro la discarica a Corcolle, ma alla fine, morale della favola, l’Uomo del Monte ha detto sì, la discarica si farà lì. Per ora sulla discarica sta prevalendo la linea del prefetto Giuseppe Pecoraro, già favorevole alla scelta di Corcolle. Ieri infatti con una nota indirizzata del sottosegretario Antonio Catricalà, il premier Mario Monti ha confermato la propria fiducia al Commissario delegato per il superamento dell’emergenza rifiuti nella provincia di Roma e gli ha richiesto di portare avanti nell’esercizio pieno dei suoi poteri il mandato conferitogli dal precedente esecutivo. Basteranno due ministri, Clini e Ornanghi, il sindaco Alemanno, insieme a cittadini, associazioni culturali e ambientaliste, intellettuali, a “reggere” il fronte anti-Corcolle? Tutti questi soggetti avevano dato da subito parere negativo sul sito. Uno “schieramento” che sembrava solido nello scoraggiare dallo scegliere quel quadrante che è «il più “vincolato” sotto il profilo ambientale, idrogeologico e culturale fra tutti gli altri proposti come sede della discarica del dopo Malagrotta», ci racconta il consigliere comunale del Pdl, Marco Di Cosimo. L’indignazione “trasversale” di tutte le forze politiche parlamentari e capitoline è ai massimi livelli, al pari della sorpresa per l’avallo, in buona sostanza, della linea del prefetto, che apre di fatto uno scontro istituzionale tra il premier e due suoi ministri, dell’Ambiente  dei Beni culturali. Ed apre anche una divaricazione tra Monti e il Campidoglio. C’è tensione. Stamane è partita una lettera indirizzata al premier. L’ha scritta e l’ha fatta firmare da gran parte dei colleghi consiglieri lo stesso Di Cosimo: «Continuo a ritenere errato che si perseveri in questa direzione non considerando le istanze dei territori. Più e più volte abbiamo ribadito che la presenza di innumerevoli vincoli sul territorio, sia ambientali che archeologici, oltre alla presenza di aree abitate, fanno apparire questa come una scelta oggettivamente insensata e che non può e non deve essere perseguita». Nella lettera che verrà resa pubblica in mattinata «chiediamo a Monti di valutare complessivamente la questione», spiega Di Cosimo. «Non convince il fatto che il prefetto abbia il potere di ottenere delle deroghe ai vincoli posti sul sito: come potrebbe determinarsi una scelta fondata su almeno una tonnellata di deroghe»? Perché Corcolle «è la peggiore scelta che si potesse fare perché gravata dal numero più alto di vincoli. I problemi sollevati dal ministro dell’Ambiente sono seri: ci sono fonti di captazione delle acque potabili, ci scorre il Fosso Acqua Rossa, affluente dell’Aniene, il fondo è debole dal punto di vista della permeabilità. Già l’Autorità di Bacino del fiume Tevere si era espresso per il no». Allora come si spiega l’ok dato in sostanza da Mario Monti su Corcolle? C’è la sensazione, non detta, che il prefetto a dispetto di tutto si voglia indirizzare verso la scelta più veloce e semplice. Ma la partita politica è spinosa. Ha ribadito Alemanno: «Su Corcolle rimangono tutte le mie contrarietà». Ha fatto bene Monti a confermare la sua fiducia a Pecoraro, dice, ma «per quanto riguarda la discarica il prefetto deve dirci se Corcolle sarà la scelta definitiva. Mi auguro che lo faccia dopo un ultimo confronto con me, i ministri Ornaghi e Clini».
All’orizzonte si potrebbe materializzare anche una grana in sede europea. Circola la notizia che l’Unesco potrebbe togliere a Villa Adriana, accanto a Corcolle, il sigillo di sito patrimonio dell’umanità. «Se la discarica fosse collocata all’interno del perimetro di Villa Adriana, dal punto di vista internazionale sarebbe molto pesante», ha detto il sindaco.
Uno dei motivi addotti per motivare la scelta di Corcolle a dispetto di tutto sarebbe «la più agevole accessibilità del sito», racconta ancora Di Cosimo. «Il che riesce difficile anche solo pensarlo per chi conosce il traffico della via Prenestina, già in sofferenza con la viabilità ordinaria, immaginiamola con 150.000 camion l’anno. Un po’ complicato da ipotizzare». Sul versante culturale il ministro Ornaghi tiene duro e rimane «contrarissimo». Sulla sua scrivania ieri è pervenuta la lettera di dimissioni di una personalità prestigiosa come l’archeologo Andrea Carandini. C’era scritto: «Esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza civica e personale. Le ultime notizie giuntemi sulla discarica prevista a Corcolle, alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso». Morale: l’ex presidente del consiglio superiore dei beni culturali ha ritirato la sua disponibilità a svolgere un nuovo mandato.