Caro Cav, se vuoi ti presento 1000 persone vere…

Sarà vero che Berlusconi e Alfano hanno chiamato un ragazzo che ha preso il 5 per cento alle amministrative di Monza per farsi spiegare come si fa politica? Con tutto il rispetto per il ragazzo in questione – che sarà sicuramente bravissimo e meritevole – non è che un risultato del 5 per cento in una città di 120mila abitanti sia la prova di aver scoperto la pietra filosofale… Ma veramente il presidente e il segretario di un partito con un milione di iscritti pensano di dover cercare su internet qualcuno che gli dia consigli? Ci sarebbe da pensare che di giovani – anche brillanti professionisti, imprenditori o qualsiasi altra cosa – in quel milione di italiani che gli hanno pagato la tessera ce ne siano. Magari tanti sono finiti a candidarsi nelle liste civiche perché non gli davano spazio nel loro partito. Magari – e non solo i trentenni e i quarantenni, ma anche qualche vecchietto – due dritte su come le cose proprio non andavano fatte nei quattro anni di vita del partito avrebbero anche potuto dargliele. Forse a Berlusconi il suo stesso partito, in tanti anni, è stato raccontato in modo diverso da come era. Magari era molto meglio di quanto lui stesso pensasse. Magari, volendoseli andare a cercare, un migliaio di buoni quadri e dirigenti (e pure onesti e capaci) in tutto il territorio nazionale non era difficilissimo trovarli. Anzi, c’erano eccome. Gente vera, non di plastica. Volontari della politica, non bei faccini selezionati da un’agenzia di casting. Gente che avrebbe potuto fare del Pdl un partito di quelli veri. Caro Cav, io ne conosco alcune centinaia. Se vuole glieli presento.