Caldarola: Il modello francese? La sinistra deve discuterne

«Il presidenzialismo c’è in Paesi limpidamente democratici, si potrebbe applicare anche in Italia». Giornalista, già deputato dei Ds, Peppino Caldarola spiega di preferire «il modello tedesco», ma chiarisce che «non demonizzo» un sistema come quello francese.

Il centrosinistra potrebbe discuterne, quindi?

Assolutamente sì, perché il semipresidenzialismo e il doppio turno fanno parte della cultura politica di sue forze rilevanti. Sono state sul campo, talvolta anche come opzione principale, e abbiamo anche forze nel centrosinistra che sono ancora più nettamente presidenzialiste.
 
Più di D’Alema, che del semipresidenzialismo ha parlato anche la settimana scorsa?

Penso al partito delle primarie, al partito bipartitista. Non so quale sia la posizione attuale di Veltroni, ma il Veltroni bipartitista probabilmente guarda al presidenzialismo con favore. Io, però, introdurrei un elemento nuovo nel ragionamento sul doppio turno, che penso sia un sistema importante: con questo frastagliamento si rischia di lasciare fuori dal Parlamento parecchia roba.

E questo non aiuterebbe la governabilità?

Ma non garantirebbe la rappresentatività. Va a finire che la battaglia nei collegi si risolve tutta tra i partiti maggiori, che si tagliano troppo fuori le forze intermedie. Oggi nel panorama elettorale non emergono soggetti che sono al 30, 35, 40%, emergono molti soggetti che sono tra l’8% e il 25%. Bisogna stare molto attenti a elaborare un sistema politico che lascia fuori forze reali consistenti. Secondo me, è bene parlamentarizzare tutto ciò che c’è nella società italiana, perché così si spegne la miccia. Detto ciò, ribadisco, è una discussione che si può fare e che non è estranea alla visione del centrosinistra.

Che però frena…

Il limite del tempo è del tutto evidente. Ritengo possibile che non si faccia nemmeno in tempo a fare la riforma elettorale. Diciamo che il presidenzialismo lo vedo come una proposta che serve a chi la fa per indicare il suo programma all’elettorato, ma che non ha un ricasco effettivo.