Andrea Ronchi: «Recuperare il blocco sociale che dal ’93 si sente alternativo alla sinistra»

Gli ultimi sondaggi di Nando Pagnoncelli trasmessi durante la scorsa puntata di Ballarò vedono il Pd al 26,7%, il Movimento 5 stelle all’8,5, e il Pdl 17, 2.  «Questi dati confermano – spiega l’ex ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi – che la fiducia nel Pdl scende parallelamente a quella di Monti e certificano anche un trend particolarmente negativo che investe il Pdl e tutto il controdestra. Entrambi ora stanno pagando in maniera pesante l’appoggio, dato nell’interesse dell’Italia, al governo del Professore. Una considerazione che si trae confrontando il decremento del consenso a Monti, che è sceso al minimo storico del 35%, con quello del Pdl».

A questo punto che cosa bisogna fare?

Bisogna chiedersi perché il nostro elettorato non va a votare, non si riposiziona su altre opzioni di voto e, soprattutto, capire come reintercettare quel blocco sociale che dal ’93 a oggi ha dato fiducia al centrodestra italiano.

… e quindi concretamente?

Tornare in mezzo alla gente. Incontrare le categorie sociali, le piccole e medie imprese e far conoscere a tutti l’impegno del Pdl. Comunicando in modo forte e incisivo ciò che è stato fatto dal governo di centrodestra nel corso degli anni, per arrivare a quanto ottenuto, negli ultimi giorni, dal segretario Angelino Alfano. Per esempio, la compensabilità per le imprese fra i crediti nei confronti dello Stato e i debiti nei confronti del fisco va divulgata e spiegata come un successo dell’azione del Pdl.

Come legge la crescita di consensi per Grillo? È attendibile?

È una risposta umorale all’antipolitica, ma che non dobbiamo sottovalutare. Anche se, e ne sono convinto, quando dalla demagogia propagandistica si finirà all’azione di governo di tutti i giorni tanta euforia che percepiamo in questi giorni scemerà.

A parte Grillo il centrosinistra in alcune zone vince…

Noi dobbiamo partire dalla foto di Vasto. Quell’aggregazione non è stata una casualità, infatti è una nuova formula di lotta e di governo. Bersani dice di sostenere Monti, ma poi in campagna elettorale si è presentato con i suoi più forti avversari che sono Di Pietro e Vendola. Questa formula sinistra-centro  sarà sicuramente la stessa delle prossime elezioni politiche.

Il Pdl sembra in affanno…

Dobbiamo fare un appello a tutti coloro i quali non vogliono che la foto di Vasto diventi la foto dell’Italia. Quelli che pensano di non scegliere, di temporeggiare e attendere, in realtà contribuiranno alla vittoria dell’asse Bersani-Di Pietro-Vendola.

Sta dicendo che bisogna fare l’unione dei moderati?

È troppo tempo che si dice costruiamo la casa dei moderati. E io dico: apriamo il cantiere e cominciamo a costruirla subito, così vedremo chi ha veramente a cuore gli interessi dell’Italia moderata e riformista. Non c’è più tempo da perdere.

Perché dal 2008, che ha registrato il massimo di consensi per il Pdl, si è passati al crollo di oggi?

Stiamo pagando un appoggio che è apparso eccessivamente acritico nei confronti di Monti.

I prossimi passi quali saranno?

Dobbiamo  impegnarci, ad esempio, a mantenere la riforma di Brunetta  sulla pubblica amministrazione. Dire con chiarezza che l’Imu, questa odiosa tassa sulla casa, varrà solo per quest’anno. Dire “no”, come ha ricordato Cicchitto, alla ratifica del fiscal compact senza la realizzazione di un piano per la crescita. Ma soprattutto stimolare il governo Monti a contrastare con decisione e fermezza la politica economica della Merkel che tanti guasti sta recando all’economia e ai cittadini europei. La capitale dell’Europa si trova a Bruxelles e non in Germania.