A colloquio con Storace: «Stiamo lavorando per ridare forza alla destra»

Francesco Storace ne parla con cautela. Saluta positivamente i sondaggi che lo attestano intorno al 3,5%, ma sembra puntare più su un altro genere di vittoria: «Ci aspettiamo – dice – adesioni a valanga». È abbastanza chiaro che guarda al “dopo”, a quello che succederà a urne chiuse, a quanto e come rafforzare il suo partito. «Non sappiamo quanta verità ci raccontino i sondaggi che ci danno in costante ascesa, ma sappiamo per certo che attorno alle nostre bandiere sembra tornare un entusiasmo che da tempo non si riscontrava», si leggeva ieri sul suo blog, dove prima ancora delle tappe elettorali di questi giorni il leader de La Destra lanciava la chiamata per la manifestazione nazionale di giugno a Napoli e annunciava la direzione nazionale del 26 e 27 maggio.

Si aspetta che il voto rispecchi i sondaggi?

I sondaggi hanno un carattere più nazionale e politico, che poi si può riflettere anche sulle amministrative, ma queste sono molto condizionate dalla scelta dei candidati. Quello che ci aspettiamo è una crescita di adesioni.

Quindi anche molti voti sul territorio…

Io parlo del dato generale, come partito. Poi, dopo le amministrative, faremo la due giorni della direzione nazionale e la manifestazione di Napoli. Stiamo lavorando a pieno ritmo per ridare forza al partito politico della destra.

Immagina un partito di destra con confini più ampi di quelli della Destra?

Noi abbiamo una baracca che sta in piedi da tempo e che nel 2008 fu lesionata dai bombardamenti dell’artiglieria nemica di Berlusconi, Bossi e Fini. Adesso in circolazione non c’è più nessuno dei tre con la forza di allora, noi siamo rimasti in piedi con grande dignità e i sondaggi cominciano a testimoniare simpatie crescenti nei nostri confronti. Man mano che si va avanti si capisce che non c’è bisogno di un comico per fare politica in questo Paese.

Lei in questi giorni ha invitato il Pdl come partito a «mollare» Monti e ha esortato alla ribellione «chi viene da destra e sta nel Pdl». Conta anche sull’adesione di qualche esponente pidiellino?

A livello di quadri intermedi sta già avvenendo. Che possa venire qualche parlamentare, invece, mi sembra difficile.

Ma qualche ammiccamento c’è stato…

C’ho parlato. Però si stanno facendo una legge elettorale che punta a impedire la formazione di un nuovo soggetto politico da qui all’eternità.

Davvero nessuna speranza che l’esito del voto possa cambiare le cose?

Dipende da che voto sarà. Se ci sarà il boom di Grillo, un risultato soddisfacente per noi e soprattutto se il Pdl, come sembra, non farà un risultato straordinario, credo che un’accelerazione verso il voto sarebbe possibile.

E a quel punto non si farebbe nemmeno la riforma elettorale…

Non nego che lo saluterei con soddisfazione.

Alle politiche si alleerebbe con il Pdl?

Per le alleanze poi si vede, anche perché il partito è abbastanza indispettito nei confronti del Pdl. Saranno i tempi prossimi a incaricarsi di spiegare quello che può succedere.