Pdl, piace la proposta salva-imprese

Una strada per alleggerire le imprese dalla morsa “mortale” del fisco c’è e piace agli imprenditori e agli economisti.  Il Pdl presenterà nei prossimi giorni un disegno di legge che prevede la possibilità che gli imprenditori compensino i crediti maturati nei confronti dello Stato con le tasse. L’impegno del Pdl è concreto e ad annunciarlo è stato lo stesso Angelino Alfano che in più occasioni ha invitato gli imprenditori debitori col fisco e nello stesso tempo creditori con lo Stato di cui sono debitori fiscali, «a non pagare le tasse fino all’ammontare del proprio credito». «Se lo Stato è esattore veloce e anche per certi versi violento in alcune circostanze, mentre per quanto riguarda i propri debiti è lentissimo – ha osservato Alfano – si rompe il contratto sociale e noi siamo per costruire la coesione sociale attraverso anche la ricomposizione del contratto sociale. Non vogliamo fare proclami e provare che la modalità operativa è funzionale». Concetto ribadito anche in un’intervista al Gazzettino dove ha spiegato che la rabbia degli imprenditori «è giustificabile». «Lo Stato ha istituito una società che si chiama Equitalia, che già nel nome dovrebbe evocare l’idea di giustizia. Ma che equi-Italia è un’Italia in cui lo Stato è pagatore lentissimo ed esattore lestissimo? La strada della compensazione può portare sollievo alle imprese, soprattutto se unita a una buona riforma del mercato del lavoro». La riforma, così com’è, «invece che semplificare la vita all’imprenditore che vuole assumere, gliela si complica. Con la conseguenza che invece di incrementare l’occupazione la diminuiamo».
Una posizione che ha subito riscosso il parere positivo delle associazioni di categoria. «Pur riconoscendo le difficoltà tecniche e i tempi necessari per attuarla, saluto con grande soddisfazione la proposta – ha detto il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – Infatti, non è più ammissibile che le aziende avanzino tantissimi miliardi di crediti dalla pubblica amministrazione e debbano, anche se non hanno ancora incassato, anticipare l’Iva allo Stato. Se attuata sarà una norma che riequilibrerà i rapporti tra fisco e contribuenti dando maggiori garanzie a chi oggi rischia in proprio in una fase economica così difficile».
Ma ancora una volta il Pd è uscito allo scoperto mostrando il suo odio atavico verso le imprese. Tant’è che il responsabile  economia e lavoro dei democratici, Stefano Fassina ha subito liquidato la proposta definendola  «irresponsabile e propagandistica. Se fosse attuata determinerebbe un buco di bilancio di 30-40 miliardi di euro in un solo colpo». Gli economisti la pensano però diversamente, esiste infatti, già da un decennio la possibilità di compensare crediti e debiti d’imposta.  
«Non c’è assolutamente nulla di scandaloso che la compensazione possa avvenire anche fra debiti d’imposta del contribuente e crediti del contribuente stesso per forniture di beni o servizi all’ente pubblico. Esiste già – spiega il professore Carlo Dominici, ex preside della facoltà di Economia dell’università di Palermo – nei confronti della pubblica amministrazione un criterio di compensazione tra crediti e debiti che riguardano le compensazioni d’imposta sia verticali che orizzontali. Per esempio, l’imprenditore che ha un credito di Ires lo compensa con un debito d’Iva oppure con un debito Inps e viceversa ha un credito di Iva e lo compensa con un debito di Ires oppure d’Inps. Di fatto un altro tipo di compensazione è quella che la pubblica amministrazione attua quando prima di pagare il debito lo compensa con un debito a ruolo del contribuente. Quindi non c’è nulla di scandaloso nella proposta di Alfano».
Anche nel Pdl l’attacco di Fassina è stato criticato. Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, ha spiegato che «il “buco” c’è oggi ed è costituito da circa 90 miliardi di debiti maturati dalle amministrazioni pubbliche verso imprese, artigiani e autonomi. Posso suggerire al presidente del Consiglio di convocare i Comuni e metterli subito in condizione di spendere i circa tre miliardi di risparmi bloccati nelle loro casse in omaggio al Patto di stabilità? Almeno ai Comuni sia consentito di onorare i debiti maturati verso i fornitori e di avviare un minimo di opere pubbliche. Ripeto: sono soldi immediatamente spendibili già nelle prossime 48 ore». Sulla stessa linea Nunzia Di Girolamo che ha proposto anche un intervento sull’agenzia di riscossione.