Montesano: resettare tutto. Cominciando dalla testa degli italiani»

«È ora che i politici diano l’esempio, con qualche sacrificio e nuove attenzioni per gli italiani in difficoltà». Dopo aver portato in giro a teatro per l’Italia lo spettacolo Buon compleanno, ispirato ai 45 anni della sua carriera di attore, Enrico Montesano, è al lavoro a Roma dove progetta le prossime iniziative artistiche. Lo abbiamo raggiunto in un bar dei Parioli, dove con il titolare Valerio Ciccalotti sta commentando l’ultima sconfitta della Lazio, con la Juve a Torino: «Del Piero se deve purgà! Hai visto che lingua bianca che cià! E’ imbarazzato  de stomaco».

La politica è in crisi. I tesorieri di Margherita e Lega sono al centro di scandali giudiziari. La realtà supera la fantasia della satira?

Non accade mica da oggi. Il teatrino della politica ha sempre aiutato il teatro vero offrendo succosi spunti di satira. Immagini cosa pensano i cittadini quando leggono che i partiti stanno per ricevere l’ultima tranche.. centinaia di milioni…dico milioni: “E io pago!”

Che passa per la testa degli italiani?

Bella domanda. Secondo me sono attoniti e frastornati, ma soprattutto incazzati. Sacrifici, nuove tasse, addirittura si pensa di far pagare l’Imu agli anziani che stanno nelle case di riposo. Ci sono imprenditori che si suicidano. I costi della politica e della burocrazia aumentano. Le banche pigliano soldi a tassi minimi e li danno, quando li danno, a tassi insopportabili. I partiti, con un bel gesto, dovrebbero rinunciare a quello che gli è avanzato e restituirlo allo stato che potrebbe così pagare chi ha lavorato per esso sarebbe la “pulitica”, mi si perdoni il giuoco di parole.

I partiti hanno ormai un deficit di credibilità.

Ormai anche la Tanzania ci dà lezioni di trasparenza. Che bello spunto satirico. Rifiuta il denaro proveniente dalla Lega perché di dubbia provenienza. La Tanzania, si rende conto! Con tutto il rispetto per questo stato africano. Da 60 anni che andiamo avanti così, con l’uso indiscriminato del denaro pubblico. Basta soldi pubblici a pioggia, niente trippa per gatti. Così si potrebbero finalmente abbassare le tasse e farle pagare a tutti Ti piace il tuo partito? Pagatelo. I partiti ed i giornali anche dovrebbero reggersi sul finanziamento dei sostenitori. Del resto chi lavora con i propri soldi se non ce la fa, chiude. I cittadini devono fallire e i giornali o i partiti no? La costituzione dice che siamo tutti uguali… quindi tutti devono poter fallire allo stesso modo, no?

In passato ha avuto esperienze dirette di impegno nei partiti. Che ricordo ne ha?

Emozionante per la campagna elettorale a contatto con il popolo. Deprimente poi, all’atto pratico. Comunque la mia esperienza nel Pse al parlamento europeo è durata appena due anni. Mi dimisi di colpo, senza imboscarmi per maturare la pensione… alla quale rinunciai volutamente. Prima avevo fatto un solo anno come consigliere comunale di Roma nel neonato Pds. Niente soldi pubblici: da attore mi produco gli spettacoli con le mie risorse.

Deluso dal periodo a Strasburgo?

No, interessantissimo. Vedevo un sacco di gente per i corridoi del parlamento che camminava con i fogli in mano, avanti e indré, uffici, delegazioni. Capigruppo, capi delegazione di tutte la nazioni e di tutti i partiti, rimborsi, appannaggi, assistenti parlamentari. Un amba-aradan che lèvete. Tanto che arrivai a pensare: «Ammazza aò mò vedrai come te cambiamo l’Europa e l’Italia». Invece, niente: due anni a “parlà” “ad alzà” la mano e poi il Consiglio d’Europa annullava il lavoro dei deputati che rappresentavano il Popolo. L’Europa dei popoli è una bella utopia e insieme un grandissimo spreco, un baraccone con doppia sede, Bruxelles e Strasburgo. Perché tutto questo? Quando poi lo spagnolo Rajoy va a Berlino a ricevere la pagella per le sue politiche, o Mario Monti va dalla maestra Merkel, a farsi dare il voto? Allora basterebbe far comandare la Germania.

Gli italiani sono meglio dei politici?

Ma quando mai? Basta leggere i giornali. Quando c’è un’inchiesta in un ospedale, sono indagate decine di persone. Siamo un paese corrotto: di corrotti e corruttori. “Peculiamo” da tutte le parti. “e pècula oggi, pècula domani”. Non ci “pèculiamo” in giro. così a schifìo finisce! Dovremmo farci un esame di coscienza e resettare tutto. Ripartire da zero come ha fatto la Germania dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale. Riconoscere i propri errori. Punire seriamente chi sbaglia. Ma sono scettico. L’Italiano e geneticamente furbetto e “svicolone”. 

E’ sempre stato cosi?

Sì, ma si stava meno peggio prima. Quando ero studente, nel 1965-66. Noi ragazzi di allora volevamo migliore l’Italia. Ora un ritorno all’antico sarebbe la salvezza… 

Ci vorrebbero esempi virtuosi da parte della classe dirigente?

Magari! Da noi il Quirinale costa più di Buckingham Palace, i burocrati di Stato hanno stipendi vicini al milione di euro. Ecco: tagliare tutte spese. Enti, para enti, strutture statali e para, municipalizzate e inzeppate Se invece di 10 milioni l’anno un burocrate ne prendesse 5, mica morirebbe di fame? Vivrebbero ugualmente bene. Del resto se c’è chi vive con seicento euro per quattro settimane.

Nella sua carriera di attore ha mai interpretato un personaggio alla Trota?

No. Ho fatto il pesce lesso per far ridere ma mai un pesce marcio per far ridere i polli. Mai fatto personaggi come il Trota, quasi nuova figura plautina sublime. Nessuno sceneggiatore sarebbe riuscito ad arrivare a tanto. Pensate: le sue ex-fiamme ora vanno in tv. Il nepotismo è radicato a tutti i livelli, quello che mi conforta però, è che non solo i nepoti e i “figli di” sono sistemati, ma anche i cognati, i cugini, i parenti… alla vicina e alla lontana, insomma “chi a-m-a ci segua”. Non era cosi?

Anche dal calcio, con le inchieste sulle combine, agli italiani arriva un’altra mazzata…

Scusi ma perché il calcio dovrebbe essere meglio del resto del paese? Ormai quando uno guarda una partita, pensa: «Ma ‘sto risultato è vero o combinato?» Ripeto il cancro è diffuso. Il tessuto sociale, come dicono quelli che hanno studiato, è malato. A tutti i livelli. Smettiamola di assolverci e finiamola con la favola degli “Italiani Brava Gente”. che ci sono, ma perché non ne possono fare a meno. Me compreso, il mio sogno è di essere concusso. Pensi un po’. Facezia a parte e concludo, per un paese dove un “finto cieco” ruba la pensione d’invalidità per dieci, vent’anni non “vedo” via d’uscita, manco quella de sicurezza!