La Russa: «Sui marò io un’idea ce l’avrei»

L’ex ministro La Russa non ha colto, al contrario di altri, accenti ironici nella dichiarazione di Napolitano in conferenza stampa ad Amman.

Eppure, il Presidente della Repubblica, ai giornalisti che gli chiedevano dei Marò detenuti in India, ha risposto: «Se qualcuno, oltre a mettere qualche striscione, ha delle idee, aspettiamo di conoscerle…»: la campagna di solidarietà l’ha lanciata lei…

Non credo che il Presidente intendesse sminuire alcuna iniziativa che, a qualsiasi livello, abbia manifestato la vicinanza degli italiani ai nostri soldati. Bisognava fare qualcosa per dare all’Italia e al Governo la forza della mobilitazione popolare nell’affrontare le trattative con chi trattiene i nostri cittadini. D’altronde per casi diversi e forse meno gravi, questa mobilitazione c’è stata (penso agli striscioni per la Urru) senza che nessuno la considerasse superflua.

Lei crede che il Governo avrebbe potuto o dovuto fare di più o altrimenti?

Ho già espresso il mio apprezzamento e il mio sostegno all’operato sia del ministro della Difesa che del ministro degli Esteri. Credo che abbiano fatto, nelle condizioni in cui si sono trovati, adeguatamente il loro dovere. Penso in concreto che il Parlamento, l’Italia e il Governo nel suo complesso, possano e debbano fare di più. E sarebbe dovere di ognuno che abbia idee in proposito metterle a disposizione anche rispondendo a quello che considero un serio appello del Presidente.

In che modo?

Dal canto mio, se il Presidente mi concederà cortesemente di incontrarlo per portargli i miei auguri per le festività pasquali come da me richiesto, gli sottoporrò modestamente delle idee. Ho effettivamente una proposta da fargli, che credo sia valida e potrebbe essere importante. Ma proprio perché potrebbe essere importante, la sottoporrò al giudizio del Presidente Napolitano prima di farne comunicazione pubblica.