Imu “una tantum”, il Pdl strappa il sì del governo

Nel giorno in cui l’aula della Camera ha dato il via libera al decreto legge sulla semplificazione fiscale, dopo che in mattinata il governo aveva incassato la fiducia, il Pdl mette a segno un altro piccolo grande successo, almeno simbolico: l’Imu sulla prima casa sarà una tassa una tantum, è l’impegno strappato al governo. Il governo ha adottato l’ordine del giorno del Pdl impegnandosi a trovare altre risorse per far sì che l’imposta sulla prima casa nel 2013 non ci sia più. Doppio successo per il partito di Alfano dopo che era stata strappata nei giorni scorsi la rateizzazione dell’Imu. Due cause che il Pdl ha condotto in sostanziale solitudine in commissione Finanze a Montecitorio. «Ora siamo soddisfatti», ha dichiarato Angelino Alfano, segretario del Pdl. «Stiamo parlano della prima casa, che per noi rappresenta un patrimonio sacro». Il governo, dunque, si impegnerà per trovare risorse alternative «e noi lo aiuteremo, evitando appunto dei buchi di bilancio». Una delle proposte indicate dal segretario pidiellino è, ad esempio, «la revisione della spesa a cui il governo sta provvedendo. Da parte del Pdl ci sarà sostegno perché noi siamo il partito che dice basta alle tasse».

Lo scetticismo di Casini

Un bella soddisfazione politica, visto anche lo scetticismo che aleggiava sulla possibilità che questa richiesta potesse essere esaudita dal governo. Appena l’altro giorno, infatti, l’Imu una tantum era stata dipinta come una cosa da «libro dei sogni» dal leader dell’Udc, Pier  Ferdinando Casini. Per fortuna di molti italiani la realtà è diversa, come dimostra l’impegno, almeno formale, del governo. «È stato giusto non mollare e ascoltare i cittadini che, nella casa, hanno il bene più prezioso», gongola l’ex ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. Premiato l’impegno del Pdl. «L’obiettivo è ora di trovare nuove risorse attraverso una seria “spending review”, limitata finora a Comuni e Regioni, che tocchi lo Stato e le sue inefficienze».

Il Pdl: svolta per l’equità
Si tratta di un risultato all’insegna dell’equità, spiega la portavoce vicario del Pdl, Anna Maria Bernini. «Abbiamo accettato l’Imu sulla prima casa, pur non facendo parte della nostra cifra di politica fiscale, solo come dura necessità e come risposta temporanea ad una condizione di crisi. Ma la tassa diverrebbe assolutamente iniqua in forma di fardello stabile sulle spalle delle famiglie». L’ordine del giorno presentato e accolto rappresenta una prova di “carattere” del Pdl, ha sottolineato il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «Ribadisce il nostro essere leali al governo ma autonomi nella proposta». Tant’è vero che «quell’odg è il primo mattone messo per evitare che il bene costruito con sacrifici e rinunce dagli italiani crolli sulla loro testa», ha precisato Osvaldo Napoli. «È un tassello di una politica economica che il Pdl sostiene da sempre in Parlamento. E in campagna elettorale si dovrà dire con chiarezza chi vuole risanare con le tasse e chi invece con i tagli alla spesa».
L’Imu colpisce soprattutto un ceto già troppo tassato, composto da famiglie a volte monoreddito, a volte formata da pensionati.Ragionando su questo, il Pdl ha convinto il governo a cercare per il 2013 altre strade, per evitare di colpire i soliti noti. Ora «ci auguriamo che il governo mantenga l’impegno preso e riconosca così la prima casa come un patrimonio inalienabile della famiglia», ha commentato il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.

La sofferenza delle famiglie

Proprio ieri, infatti, una ricerca pubblicata da “casa.it” fotografava una situazione di sofferenza all’interno delle famiglie: il 67% delle famiglie italiane aiuta i propri figli, compresi tra una fascia d’età che va dai 20 ai 35 anni, a comprare la prima casa, e, anzi, 2 famiglie su 3 sono costretti a sostenerli, a causa della difficoltà economica. I giovani sono costretti a rifarsi al patrimonio di mamma e papà , non c’è niente da fare, qualunque sia il la cifra a disposizione. Sono loro, ha spiegato Daniele Mancini, amministratore delegato di “casa.it” «tra le parti sociali quelli che si trovano a fare i conti con i problemi maggiori. Le ridotte disponibilità economiche e le maggiori credenziali richieste dalle banche per erogare mutui o finanziamenti, li costringono a rivolgersi in famiglia – già tartassate– che si conferma una sorta di grande “banca d’Italia” per i propri figli».

Soddisfatto il Pd
Ora il dl semplificazione torna al Senato per l’ok definitivo che dovrà arrivare entro il primo maggio. Ieri soddisfazione anche in casa Pd, con Rosa De Pasquale sollevata che il governo abbia accolto «il nostro ordine del giorno per introdurre agevolazioni sul pagamento dell’Imu per la prima casa per chi ha un mutuo».  Ma i Comuni mettono le mani avanti: «Se la proposta vuol dire ripensiamo all’Imu siamo d’accordo, se invece vuole dire tagliamo risorse ai comuni perché la tassazione sugli immobili non dovrebbe esserci, non ci siamo: ci allontaneremmo da tutte le esperienze europee», ha dichiarato a caldo il  presidente dell’Anci, Graziano Delrio. Su questo punto è intervenuto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rammaricato che in sede di discussione il governo non abbia sciolto «una contraddizione di fondo, il Patto di stabilità, inventato in Italia quando c’era un’economia che correva troppo rispetto all’indebitamento». Intervenendo ieri a Roma agli Stati generali del commercio, del turismo e dei servizi, Alemanno ha spiegato che «ora che siamo in recessione il Patto di stabilità non serve più. Per cui allentare i vincoli del Patto di stabilità interno è ora la madre di tutte le battaglie».