I marò: «Sentiamo fortissimo l’abbraccio della patria»

I familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono arrivati ieri mattina nel carcere di Trivandrum dove hanno potuto abbracciare i loro cari in un contesto molto commovente, secondo testimoni. Assediati da giornalisti  e cameramen, i genitori di Girone, insieme a Vania Ardito Girone (moglie di Salvatore), e Maria Ferrara, Franca Latorre e Christian D’Addario sono entrati nella prigione dove in una sala hanno trovato ad attenderli i due marò. «Adesso sono insieme, da soli – ha detto l’addetto militare italiano a New Delhi, contrammiraglio Franco Favre – e ho visto due famiglie bellissime, della terra del sud, forti e positive. Degnissime persone».
Nel momento di abbracciare i loro cari per la prima volta dopo il loro arresto a metà febbraio, i marò hanno dichiarato di avvertire che «tutta l’Italia è con noi». Sentiamo, hanno aggiunto, «una coesione generale attorno al nostro problema». Un responsabile militare che ha assistito all’inizio dell’incontro ha commentato: «Sono forti, per indole, carattere, educazione; sentono l’abbraccio dell’Italia». Successivamente i familiari dei due marò hanno espresso a Trivandrum «profonde condoglianze» a moglie, figli e fratelli dei pescatori morti nell’incidente in mare del 15 febbraio scorso.
I cinque familiari sono rimasti a colloquio con i due marò per quasi due ore. Sollecitati dai giornalisti, Franca Latorre e Michele Girone hanno dichiarato di «essere felici di essere qui» e di «avere visto bene i due ragazzi». «Vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questo nostro viaggio – hanno aggiunto – e anche la direzione del carcere che sta riservando ai nostri congiunti un trattamento degno». «Vogliamo infine esprimere – hanno sottolineato – il nostro profondo cordoglio ai familiari dei due pescatori indiani morti in quell’incidente». «Salvatore e Massimiliano sono felicissimi di averci riabbracciati. Stanno bene, in forma e sereni», ha aggiunto Christian D’Addario, nipote di Latorre, dopo la visita allo zio. «Salvatore e Massimiliano hanno fiducia in quei piccoli passi che si stanno facendo per portarli a casa».
Intanto il ministro degli Esteri Giulio Terzi a Bruxelles ha riferito che «nel Consiglio Nato-Russia ho ribadito il principio della giurisdizione nazionale sulle navi di bandiera nelle acque internazionali e sui militari organi dello Stato. L’ho fatto alla presenza del collega russo a cui l’avevo già ribadito a Washington in occasione del G8». La lotta alla pirateria è un’area di cooperazione tra Nato e Russia e la questione è stata affrontata ieri nel Consiglio Nato-Russia a Bruxelles.