Esodati e Imu, altri due pasticci dei "professori"

Se il pasticcio è dei tecnici, lo chiamano equivoco, malinteso, incomprensione. Ma quegli scivoloni messi a segno dal governo Monti nell’ultimo week-end meritano davvero una menzione speciale. Della prima rivolta sono protagonisti i centri di assistenza fiscale, i Caf, che hanno denunciato il rischio di un ingolfamento delle pratiche sull’Imu grazie alla confusione normativa scaturita dalle nuove disposizione del governo sull’imposta che grava sugli immobili. L’altro pasticcio riguarda gli esodati, categoria maltrattata dalla riforma delle pensioni firmata dalla Fornero, categoria su cui si è abbattuta anche la beffa finale: la lite tra il ministro del Welfare e il sottosegretario Polillo…

La rivolta dei Caf
Per l’attuazione dell’Imu, la nuova imposta sugli immobili, mancano ancora le indicazioni sulle nuove aliquote e incombe la scadenza per i versamenti della prima tranche, prevista per il 16 giugno. «Senza i chiarimenti richiesti saremo purtroppo costretti a chiedere ai nostri clienti di tornare per concludere il servizio», è l’allarme della consulta dei Caf (Cna) che, in una nota, esprime preoccupazione e avverte che il rischio di una ulteriore complicazione e «aggravio burocratico». «C’è grande preoccupazione ed incertezza per milioni di contribuenti – si legge nella nota dei Caf – bisogna chiudere in fretta sulle modalità di pagamento. In questi giorni stiamo affrontando, su tutto il territorio, le richieste legittime dei nostri clienti su questa nuova imposta, ma è davvero difficile farlo se si pensa che, ad oggi, è solo il 5% dei comuni ad aver deliberato sulle aliquote da applicare. L’incertezza riguarda la quasi la totalità dei contribuenti (circa il 95%), ma se la discussione sul Dl fiscale farà slittare a fine settembre la scadenza delle delibere, l’incertezza sarà massima e anche i pochi comuni che hanno già fissato le aliquote potranno modificarle rischiando di dover rivedere tutto. È indispensabile trovare una soluzione in tempi stretti, non si possono lasciare milioni di contribuenti senza un chiarimento su quanto dovranno pagare e in che modo farlo». Sul piede di guerra anche le associazioni dei consumatori: «Il governo farebbe bene a prendere sul serio l’allarme lanciato dai Caf. Nonostante il termine di pagamento della prima rata sia fissato per il 16 di giugno, ossia tra meno di 3 mesi, nessuno sa ancora quanto pagare di Imu. Non si tratta solo di un fatto tecnico, legato alla duplicazione di file e pratiche ma anche di una incertezza che rischia di incidere ulteriormente sul crollo dei consumi già in atto», evidenza il Codacons, aggiungendo che «l’aspettativa di dover pagare una tassa considerevole unita alla non conoscenza dell’importo, allontana inevitabilmente gli italiani dagli acquisti già in diminuzione». Intanto, però, il Parlamento sembra aver risolto il problema: l’acconto di giugno dell’Imu si pagherà con «le aliquote di base e la detrazione» già fissata per la prima abitazione. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale depositato ieri alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

La grana degli “esodati”

Ma c’è anche il tema degli esodati a scuotere il governo, soprattutto dopo la gaffe del sottosegretario al Tesoro Polillo, che domenica aveva sostenuto la tesi secondo cui chi ha firmato con le aziende un accordo le cui condizioni cambino, «può chiedere che quell’accordo sia nullo». Parole accolte con freddezza dal ministero del Lavoro e giudicate “un’improvvisazione irresponsabile” dalla Cgil. «Se il sottosegretario ha la ricetta giusta per risolvere il problema degli esodati, se ne deve far carico personalmente», hanno fatto sapere ieri dal ministero del Lavoro, facendo capire che la soluzione al vaglio del governo non può essere solamente questa e deve essere discussa in altre sedi. La Cgil si chiede invece se Polillo parli o meno a titolo personale e se sia stata avvisata Confindustria. «C’è troppa propaganda e troppa improvvisazione da parte del governo», aggiunge Vera Lamonica, segretario nazionale della Cgil, secondo la quale «in un tempo in cui il tema è diventato la libertà di licenziare, si scopre che qualcuno nel governo pensa che si possano annullare accordi tra le parti,magari sottoscritti dallo stesso governo». Perfino l’avvocato difensore del governo, Pierferdinando Casini, ieri ha attaccato Polillo: «Ha sbagliato. Su questo tema, che riguarda migliaia di lavoratori, si deve parlare con una voce sola e idee chiare, perchè al momento la soluzione non c’è. Ma c’è la volontà dei partiti e del governo di trovarla». Nel Pd c’è perfino chi chiede le sue dimissioni. «Il sottosegretario Polillo ha fatto delle affermazioni talmente avventate sugli esodati che la logica conseguenza dovrebbero essere le sue dimissioni dal Governo», dice l’europarlamentare Debora Serracchiani. E Polillo? Ha minimizzato: «Una tempesta in un bicchiere d’acqua». Il governo cerca comunque una soluzione ma la strada è stretta dato che il costo potrebbe sfiorare i tre miliardi l’anno. Per le persone che con l’innalzamento dell’età pensionabile rischieranno di trovarsi nei prossimi anni senza lavoro e senza pensione il governo potrebbe mettere in campo una sorta di indennità di mobilità transitoria.