Elsa in fabbrica, Susanna è gelosa: stavolta la Fornero ha ragione…

Il nostro è uno strano Paese, dove un ministro che decide di andare a spiegare ai lavoratori di una fabbrica la propria impopolarissima riforma, oltre a mettere in conto i fischi e i lazzi degli stessi, deve anche sorbirsi una scenata gelosia dalla leader del sindacato più rappresentativo d’Italia. Da ieri, come due donne sull’orlo di una crisi di nervi di un film di Almodovàr, Elsa Fornero e Susanna Camusso sono ai ferri corti a causa della decisione del ministro del Lavoro di partecipare, lunedì prossimo, a un’assemblea di lavoratori dell’Alenia di Torino per spiegare la riforma del lavoro. «Una scelta molto discutibile», l’ha definita ieri in un’intervista al Corriere della Sera il segretario della Cgil, che a questo proposito parla di «logica di sfida». «Ritengo che ognuno abbia i suoi ruoli – spiega – che bisogna mantenere e rispettare. Io ci vedo della supponenza in questo gesto, una sorta di “vengo io che così gliela spiego la riforma, perché voi non sapete fare il vostro mestiere”». Sembra davvero una scenata di gelosia, quasi più sul piano personale che sindacale, che per una volta fa passare il ministro del Welfare dalla parte della ragione, dopo settimane di gaffe e di retromarce sul ddl lavoro, corretto in modo peggiorativo e tuttora oggetto di una contesa parlamentare nella quale il governo continua a commettere passi falsi. Come quello sull’abolizione dell’esenzione dei ticket per i disoccupati, argomento che dovrebbe essere molto più interessante per la Camusso.

E arriva anche la risposta
«I lavoratori di Alenia hanno raccolto 1.000 firme, non accettare sarebbe stato scortese. Se la Camusso ha un’altro modo di intendere la cortesia… ». Con tono suadente ma deciso, come di consuetudine, la Fornero risponde alla Camusso. E in più, fonti del ministero fanno sapere che se si verificassero altre richieste di invito in altre realtà, il ministro sarebbe disponibile.

Anche Bonanni critico
«Le circostanze suggeriscono al ministro Fornero di essere più cauta. Chiaramente il ministro può fare quello che vuole ma essendo un ministro della Repubblica farebbe bene a essere attenta alla forma e alla sostanza». Il leader della Cisl Raffaele Bonanni sembra sposare almeno in parte la tesi della Camusso, mentre di parere diametralmente opposto è il presidente uscente di Confindustria Emma Marcegaglia: «Se il ministro Fornero vuole andare a parlare con la Fiom non credo ci sia nulla di male». E, allo stesso tempo, sottolinea di non voler entrare in alcuna polemica: «Ho già il mio livello di polemiche, non parlo delle polemiche di altri», aggiunge scherzando.

Il pasticcio del ticket
L’ultima gaffe della Fornero è arrivata ieri, con la scoperta della cancellazione dal ddl lavoro dell’esenzione dei ticket per le prestazioni di diagnostica strumentale e di altre prestazioni specialistiche in favore dei disoccupati e dei familiari a carico. Secondo la relazione di accompagnamento al disegno di legge in discussione al Senato, la misura è legata all’estensione “della platea dei beneficiari dei trattamenti di sostegno al reddito”.
Il comma 1 dell’articolo 64 del provvedimento sopprime l’esenzione dai cosiddetti ticket in materia sanitaria in favore dei disoccupati e dei loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico). Contro la misura si è espressa la Commissione Finanze del Senato, che ieri ha espresso il proprio parere “non ostativo con osservazioni”. In serata l’ulteriore retromarcia del governo: l’esenzione sarà ripristinata nel disegno di legge di riforma del mercato del lavoro tramite emendamento del governo, dice il ministero del Welfare in una nota, precisando che si è trattato di “un refuso”.