E il Pd sfiducia il governo Monti sui… bagnini di Capalbio

In piena bufera sulla riforma del lavoro, con Bersani impegnato in un corpo a corpo con il ministro Fornero per difendere in Parlamento lo “svuotamento” dell’articolo 18 strappato a trattativa privata nelle segrete stanze di Palazzo Chigi, nell’aula di Montecitorio c’è chi si batte a viso aperto per difendere i diritti dei professionisti della tintarella. Da qualche giorno è partita una campagna di mobilitazione che vede protagonista un parlamentare di seconda fascia: in vista dell’estate bollente (più che dell’autunno caldo) l’onorevole Luca Sani è passato dalla difesa degli esodati a quella degli abbronzati, ospitati dalla località più amata dalla sinistra radical chic, Capalbio, il “buen ritiro” agostano di vip (si fa per dire) del calibro di Giovanna Melandri, Francesco Rutelli, Giuseppe Giulietti, Umberto Eco, Chicco Testa…
Ebbene sì, il Partito democratico ha scoperto nella sue fila la Camusso dell’ombrellone, il difensore unico del bagnino in torretta, il Robin Hood del lettino selvaggio: l’onorevole Sani, ovviamente è di zona, visto che è nato a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, e di lavoro fa l’imprenditore turistico. Da parlamentare, però, Sani giovedì scorso si è finalmente segnalato alle cronache di Montecitorio per una dura interrogazione rivolta in aula al ministro della Cultura e Turismo Lorenzo Ornaghi, nella quale chiede conto della nuova normativa che affida alle soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici il rilascio delle autorizzazioni relative alla posa stagionale sull’arenile contiguo agli stabilimenti balneari delle «strutture amovibili di supporto» (come ad esempio cabine, spazi ombra e zone ricreative, pedane e torretta del bagnino). Pietra dello scandalo è dunque Capalbio, la famigerata “ultima spiaggia” della sinistra di lotta, lettino e governo. In quell’amena località toscana dove vanno in vacanza le Melandri e i Letta, il sindaco del Pd, Luigi Bellumori, è disperato perché la soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto ha comunicato che nel tratto costiero tra Castiglion della Pescaia e Capalbio (Isola del Giglio compresa) verrà negata “ogni autorizzazione agli stabilimenti balneari di installare alcuna tipologia di struttura ad eccezione di ombrelloni, sdraio e lettini”. E, udite udite – denuncia l’onorevole Sani nell’interrogazione – lo stabilimento “Frigidaire” ha già ricevuto parere negativo dalla soprintendenza competente. Tutto ciò nonostante il sindaco di Capalbio abbia inviato una dura missiva di protesta al ministro Ornaghi, lo scorso 2 aprile. L’impossibilità di piazzare le torrette del bagnino e le zone d’ombra, ma anche baretti, biliardini e pounti wi-fi, secondo il deputato del Pdl«rischia inevitabilmente di penalizzare uno dei settori economici e occupazionali più rilevanti del territorio come quello del turismo balneare, soprattutto in prossimità della prossima stagione estiva e in presenza della già difficile congiuntura nazionale ed internazionale».  E poi c’è il caso-Schettino, il capitan sciagura responsabile di tutti i mali della nazione, che l’onorevole Sani non esita a tirare in ballo: «Questi provvedimenti restrittivi coinvolgono anche l’Isola del Giglio, un centro turistico di prestigio, balneare e non solo, le cui potenzialità ricettive sono state già duramente colpite dal recente naufragio della nave da crociera Costa Concordia. È inevitabile che la presenza del relitto e le attività di recupero comprometteranno, nonostante i progetti ed i finanziamenti messi in campo dagli enti locali e dalla regione Toscana, il buon esito dell’intera stagione turistica; la presenza dei flussi turistici potrebbe essere infatti ulteriormente ridotta dalle limitazioni sovraesposte che riguardano le autorizzazioni per le attrezzature degli stabilimenti balneari; tali problematiche stanno riguardando, ad oggi, il tratto costiero in provincia di Grosseto ma non è escluso che possano sorgere, in tempi brevi, simili situazioni anche in altre zone del nostro Paese…». Da qui l’appello-denuncia, con toni politicamente minacciosi, all’indirizzo del ministro Ornaghi, chiamato a rettificare le norme presenti nel «Codice dei beni culturali e del paesaggio» per venire incontro alle esigenze di refrigrerio dei bagnanti di Capalbio e dintorni. Che sono al primo posto nelle preoccupazioni del deputato Sani, che sulla flessibilità del letttino vuole costruire la propria stagione (estiva) di riscatto politico.