Appuntamento con le urne, i partiti in ordine sparso

Il caso Verona è solo la punta di un iceberg. Nelle città dove il 6 e il 7 maggio si andrà a votare per rinnovare i Consigli comunali ed eleggere i sindaci la situazione è confusa un po’ dovunque. Dopo l’approdo a Palazzo Chigi del governo tecnico targato Mario Monti, da Alessandria a Palermo le amministrative costituiscono un banco di prova decisivo per la tenuta dei partiti che vedono nell’appuntamento elettorale un’occasione per misurare il loro peso politico. I termini per la presentazione delle candidature scadono oggi alle 12, ma fino all’ultimo minuto nelle città in cui la partita è ancora aperta continueranno le grandi manovre per scegliere il candidato più competitivo. Nel dettaglio sono 1.019 i Comuni coinvolti. Quelli capoluogo chiamati al rinnovo sono 28: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani, Catanzaro, Agrigento, Palermo, Trapani, Oristano, Lanusei.
Da oggi cominciamo un viaggio nelle città che andranno alle urne tra un mese.
Partiamo da Taranto e Civitavecchia. Gino Montanaro, coordinatore del Pdl a Taranto, conferma che pure nella città pugliese la situazione è molto confusa. «Oggi – spiega – scade il termine per la presentazione delle liste e c’è molta fibrillazione. Il nostro candidato è l’avvocato Filippo Condemi che è sostenuto dal Pdl e dalla lista Puglia Prima di Tutto. La nostra è un’alleanza classica perché la seconda lista fa capo a Raffaele Fitto. Però la situazione politica è frammentata perché fino a ieri sera c’erano dodici candidati a sindaco. I più importanti sono il sindaco uscente che si ricandida, Ezio Stefano, di Sel, poi noi e Mario Cito, rappresentante della Lega d’Azione Meridionale. Nessuno vincerà al primo turno e sicuramente si andrà al ballottaggio. I favoriti  – dice – saranno Stefano di Sel, il nostro candidato e Cito. Quest’ultimo in altre occasioni è stato nostro alleato, suo padre è stato sindaco di Taranto e parlamentare della Lega d’Azione Meridionale». Montanaro non si sbilancia sulle possibili alleanze: «Poiché la situzione politica è molto frammentata bisognerà decidere al secondo turno. Al momento non sappiamo con chi, ma siamo aperti a tutte le liste alternative alla sinistra». Certo, arrivare alla candidatura unitaria di Condemi non è stato semplice. «Nella prima fase – racconta Montanaro – per cercare una vasta alleanza con il Terzo Polo e altre liste civiche il progetto era quello di candidare una persona estranea ai partiti che potesse essere una sintesi per tutti. Erano stati individuati due candidati della società civile, che però hanno rinunciato. Alla fine abbiamo optato per una candidatura politica e abbiamo scelto l’esperienza amministrativa dell’avvocato Condemi che in passato è stato consigliere comunale e assessore del centrodestra. In questo modo però è saltata l’alleanza con il Terzo Polo che si è sfaldato: Udc e Api sono andati a sinistra, mentre Fli, che non aveva 32 candidati necessari per la presentazione della lista, ha candidato alcuni autorevoli esponenti del suo partito nelle due liste del centrodestra. Aderendo alla candidatura di Condemi, di fatto, Fli si è staccato dal Terzo Polo».
Dalla Puglia al Lazio. A Civitavecchia il clima all’interno del centrodestra, dopo le tensioni di qualche mese fa, ora è tranquillo e la coalizione sta puntando tutte le sue carte sul sindaco uscente Giovanni Moscherini. «Verrà sostenuto – spiega Francesco Lollobrigida, coordinatore della Provincia di Roma – da una coalizione molto ampia: Pdl, Udc, Città Nuove, Riformisti, Rete Civica (di orientamento di centrosinistra), Grande Sud e Lista Moscherini. L’amministrazione uscente cinque anni fa lanciò il progetto della coalizione delle large intese che andavano da An all’Idv. Ovviamente il primo risultato di questa amministrazione è stato quello di avere terminato il suo mandato. Le due precedenti Giunte infatti non erano riuscite a concludere il mandato, una era finita dopo sette mesi e l’altra dopo quattro anni. Con l’amministrazione Moscherini abbiamo ottenuto ottimi risultati e posto le basi per realizzare la seconda parte del programma che è quello dello sviluppo di Civitavecchia. In questa situazione avere l’autorità portuale “omogenea” politicamente alla città sarà d’aiuto». Qualche mese fa si erano sviluppate tensioni. «C’era stata – dice ancora Lollobrigida – una scomposizione della coalizione: il Pdl era rimasto fermo su Moscherini, c’era stato il tentativo dell’Udc di costruire il Terzo Polo e c’era stata anche una fase nella quale Città Nuove aveva annunciato un candidato alternativo all’attuale sindaco. Quest’ultima questione era stata frutto di incomprensioni che si sono riassorbite facendo prevalere il senso di responsabilità di tutti nell’interesse della città. A oggi non solo si è rafforzato il quadro precedente, ma addirittura la coalizione si è ampliata». A Civitavecchia ci sono nove candidati a sindaco, alcuni di questi – conclude Lollobrigida – «sono fuoriusciti dalla coalizione di centrodestra e rappresentavano una zavorra allo slancio che il centrodestra voleva dare alla città. Gli altri candidati sono un ex Udc e una lista orientata a sinistra. Il candidato del Pd è Pietro Tidei, definito il De Benedetti di Civitavecchia».