A Parma corrono in 10 e il centrodestra rischia

La frammentazione che caratterizza le amministrative ha contagiato anche l’Emilia Romagna. Anche qui c’è un quadro a maggioranze variabili che si discosta molto dall’ultimo assetto politico che si è presentato alle urne. Nella regione si voterà in 18 Comuni, di cui due capoluoghi di provincia: Parma e Piacenza. Per l’appuntamento di maggio si allacciano alleanze inedite per conquistare 18 poltrone, di cui al momento 5 sono occupate da commissari straordinari, 9 da sindaci civici, 3 da coalizioni miste e una sola dal centrodestra. Il caso più eclatante è quello di Parma. Dieci i candidati a sindaco con venti liste collegate per la sfida del dopo commissario. Gli sfidanti sono a sinistra l’attuale presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, sostenuto da tutto il centrosinistra e dal Pdci, poi ci sono altri due candidati dell’estrema sinistra. Più variegata la situazione nel centrodestra. C’è l’ex sindaco Elvio Ubaldi, che aveva strappato quindici anni fa la città al centrosinistra grazie al movimento “Civiltà parmigiana” e che aveva scelto come proprio successore cinque anni fa Pietro Vignali. Ubaldi è appoggiato dall’Udc, da “Civilità parmigiana” ricostituita e da un movimento locale che recupera un certo numero di fuoriusciti dal Pdl. La Lega corre da sola con Andrea Zorandi. Anche La Destra si presenta da sola. Il Pdl gioca le sue carte su Paolo Buzzi, ex vicesindaco sia della Giunta Vignali che di Ubaldi, nonché coordinatore provinciale del Pdl. Buzzi è appoggiato anche dalla lista “Cantiere popolare”. Poi c’è il candidato di un piccolo movimento locale incollocabile negli schieramenti tipici. Altro candidato è l’ex assessore Roberto Ghiretti che è un po’ l’espressione di quel mondo civico che ha seguito Vignali e non Ubaldi. Singolare la posizione di Fli che ufficialmente non si è schierato. In realtà i vertici hanno deciso di sostenere Bernazzoli e quindi anche il Pd-Pdci, mentre un’altra parte appoggia Ubaldi.
Per capire quello che sta succedendo a Parma occorre fare un salto indietro. La città per ben quattordici anni è stata governata dal centrodestra. Le prime due Giunte erano composte da “Civiltà parmigiana”, Fi e Udc, e guidate da Ubaldi. An è sempre stata  all’opposizione in maniera costruttiva. Cinque anni fa Ubaldi non poteva più candidarsi a causa della legge sul terzo mandato e scelse, all’interno di “Civiltà parmigiana”, come suo successore Vignali, che si candidò con una lista unica che si chiamava “Per Parma con Ubaldi” (di cui lo stesso Ubaldi era capolista) e di cui facevano parte Fi, Udc e “Civiltà parmigiana”. Anche questa volta An rimase fuori, ma al ballottaggio appoggiò ufficialmente Vignali. Quando il sindaco vinse An entrò in Giunta per la prima volta. Subito dopo Ubaldi politicamente si staccò da Vignali. Poi ci furono gli scandali e l’arrivo del commissario. «Proprio per questo motivo – spiega Massimiliano Bonu, coordinatore cittadino del Pdl a Parma – oggi il Pdl ha scelto di correre da solo, ma solo dopo aver cercato fino all’ultimo la ricomposizione del centrodestra. Cosa che Ubaldi non ha mai voluto. Sicuramente ci sarà un ballottaggio e saremo noi gli avversari più temibili di Bernazzoli. Parma non merita di tornare a essere governata dal centrosinistra».