Tecnicamente un governo di chiacchieroni

Secondo il principio per cui il capo dà il modello a cui gli altri si uniformano, era inevitabile che la verbosità e l’incontinenza verbale infettassero rapidamente tutti i membri del Gov-Tech che, dopo quattro mesi, pare non ci stiano più a fare solo le comparse. Così si susseguono le prese di posizione non concordate e le smentite reciproche in un fracasso dissonante da musica d’avanguardia. Sono lontani i tempi dell’esecutivo sobrio evocato per sole iniziative di “urgenza ed emergenza”. Il ministro dell’Ambiente si propone di modificare in contesto europeo la posizione italiana sugli Ogm. Chi gliel’ha chiesto? E chi l’ha autorizzato? Conti correnti per i pensionati gratis o a pagamento? Polillo dice una cosa, De Vincenti il suo contrario. Polillo smentisce. Monti rimanda la palla al Parlamento (che in verità aveva già deciso per la gratuità). Tutto ciò si aggiunge agli strafalcioni di Michelino Martone sugli sfigati che a 28 anni non sono ancora laureati e alla Fornero che annuncia o minaccia “paccate” di varia natura. E solo per menzionare i più recenti. Certo, l’unanimismo non è un valore e anche l’unanimità non è indispensabile, ma tra gente che straparla – o che non si consulta prima di parlare – i tecnici fanno una figura di gran lunga peggiore dei peggiori politici. Daltronde, le virtù della politica difficilmente si apprendono; i vizi invece si prendono subito.