Super Mario in allarme: gli dèi invidiosi mirano al suo tallone d’Achille

Anche Monti, l’invincibile, l’indistruttibile, il nuovo eroe stile Thor, ha il suo tallone d’Achille. Colpa di un dispetto degli dèi sempre in lotta per la conquista dell’Olimpo, dell’invidia di chi non ha il potere di moltiplicare pani e pesci come lui, della rabbia per il suo protagonismo. Ma sì, anche Monti ha il punto debole, gratta gratta e lo scopri: «Paradossalmente – scrive il quotidiano francese “Le Monde” – è il successo». Lì per lì verrebbe da pensare a Super Mario come quelle star dello spettacolo travolte dalla notorietà, che non possono fare a meno di essere riconosciute per strada e di firmare autografi. E questo è abbastanza plausibile. C’è sempre un “ma” perché, alla fine, quasi come un automatismo dovuto all’eco dell’antipolitica che da Roma arriva a Parigi, un po’ di responsabilità è dei partiti: «Il timore di un default dell’Italia che si allontana risveglia gli appetiti della classe politica, l’ipotesi di un successo restituisce carta bianca. Ognuno spera di presentarsi come artefice del “nuovo rinascimento” dell’Italia e chiudere al più presto la parentesi Monti». Invece, in prima pagina il quotidiano francese, in un editoriale dal titolo “Non lo dimentichiamo, la crisi dell’euro non è finita”, evidenzia come il sostegno dei partiti al premier cominci a traballare: «L’eccellentissimo Mario Monti, al quale finora tutto è sembrato riuscire come in una specie di nuova versione del “miracolo italiano”, va anche lui incontro a delle difficoltà. Finora sostenuto da una coalizione de facto del centrodestra e del centrosinistra – continua il giornale – il primo ministro vede inquieti i suoi alleati. La riforma del mercato del lavoro che intende imporre è più che impopolare». E rispunta il tallone d’Achille, il successo comincia a vacillare, le richieste d’autografo diminuire. La vendetta degli dèi. Verso chi si è sentito troppo in fretta una divinità.