Scuola, arrivano gli e-book (grazie a Moratti e Gelmini)

L’era Monti non può cancellare i progetti voluti, pensati e varati per la scuola durante il governo Berlusconi. Il ministro Francesco Profumo applica e rende esecutivo un progetto d’avanguardia firmato da Mariastella Gelmini. Gli e-book prenderanno il posto dei libri di testo. In conformità con le linee guida stabilite dall’ex ministro dell’Istruzione prosegue, anche con il governo dei tecnici, il “Piano scuola digitale”. In quest’ambito il dicastero ha avviato l’operazione “Editoria digitale scolastica”. L’iniziativa prevede il lancio di venti richieste d’offerta rivolte agli editori e ai produttori di software didattico-pedagogico, per l’acquisizione di altrettanti prototipi di editoria digitale scolastica, attraverso il mercato elettronico della Pubblica amministrazione (acquistinretepa.it). Le proposte saranno selezionate e valutate da venti istituti scolastici, distribuiti in tutta Italia. Le prime tre gare sono già partite in Campania, Umbria ed Emilia Romagna. Le rimanenti diciassette gare saranno lanciate a breve. A conclusione delle gare d’acquisizione, è previsto che le proposte selezionate siano inserite in percorsi di sperimentazione didattica e messe a disposizione di studenti e insegnanti.

L’e-book nell’era Moratti e Gelmini
«L’e-book – ha spiegato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura  e istruzione della Camera – nasce come sperimentazione nell’era Moratti, ma poi la proposta di rendere universale la sperimentazione si ha con la Gelmini. La Finanziaria, che aveva modificato i tempi dell’adozione dei libri di testo allungando il periodo del mantenimento degli stessi nelle stesse classi per più tempo, contemporanemante prevedeva che nel 2011-2012 avrebbe dovuto esordire l’e-book. L’idea era quella di introdurlo nelle classi di studenti che sono nativi digitali e quindi già abituati alle tecnologie  delle comunicazione. È quindi giusto che l’apprendimento si serva di queste tecnologie». 

La Campania regione pilota
«È un motivo di soddisfazione che la Campania sia stata selezionata e sia in prima linea per una modernizzazione delle scuole». Caterina Miraglia, assessore all’Istruzione nella Regione Campania si mostra soddisfatta per la scelta del ministero. «Noi stiamo cercando di dare una nuova offerta per il diritto allo studio – ha spiegato –  e questa fiducia del ministero deve aver trovato elementi oggettivi. In un anno e mezzo abbiamo cercato di colmare i gap sostanziali che abbiamo trovato nella scuola. La Campania era, infatti, fuori da qualsiasi qualifica di regione virtuosa. Certo i problemi ancora oggi ci sono, come la dispersione scolastica, problemi di legalità e di edilizia però abbiamo avviato un cambiamento e il ministero ha saputo cogliere le nostre innovazioni. Tanto per fare un esempio, giovedì mattina sono stata convocata a Roma dal ministro Profumo per la commissione per la modifica del Titolo V della Costituzione, a cui partecipano anche gli assessori della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Veneto. C’è un’inversione di tendenza rispetto a una stasi che c’era in passato nel settore scuola e questa nuova sutuazione ci ha dato la patente politica del cambiamento. Tant’è che con l’adesione a questo progetto si riconosce alla Campania la qualità per poter accedere al bando del ministero».

Editoria scolastica aggiornata

In sostanza, ha spiegato ancora l’assessore campano, «questo progetto prevede un aggiornamento dell’editoria scolastica, tenuto conto delle nuove tecnologie come appunto questo di mettere i libri su tablet. Noi, peraltro, ci siamo posti il problema dell’editoria digitalizzata presentando una legge regionale che favorisce lo sviluppo di tutti gli editori verso il sistema di digitalizzazione dei testi. Il presidente Caldoro per il funzionamento della scuola digitale ha impegnato 75 milioni di fondi europei Sr, quindi in linea con le linee guida dell’ex ministro Gelmini per il comparto scuola. Siamo quindi contenti che ci sia stata data la possibilità di partecipare a questo bando che consente agli editori della scuola di digitalizzare i testi scolastici. Un progetto importante perché modernizza la scuola e permette di conseguire molteplici risultati: innanzitutto l’abbattimento dell’illegalità nella riproduzione dei libri, il superamento della scuola  “limitata” a quel territorio, la messa in rete delle scuole a livello nazionale e internazionale per dialogare. Si offre, poi, la possibilità ai genitori di risparmiare sull’acquisto del libro. E ultimo, ma non meno importante, gli zaini dei bambini saranno più leggeri. Questa invasione tecnologica permette di rendere la scuola più moderna e competitiva nel mercato nazionale e internazionale. È un sistema rapido che avvantaggia le fasce meno abbienti. Chiaramente – ha concluso – queste forme innovative devono essere bilanciate, perché la scuola deve rispondere a canoni indefettibili come quello della lettura e della conoscenza della lingua italiana».

Come funzionerà il nuovo sistema 
Si prefigurano, come spiega una nota del ministero, prodotti multimediali le cui singole componenti possano essere utilizzate dai docenti per lo sviluppo di materiali didattici personalizzati. I prodotti dovranno presentare strumenti di editing che permettano a studenti e docenti di inserire note, modifiche e integrazioni. È richiesto inoltre che i nuovi strumenti didattici garantiscano lo sviluppo della didattica collaborativa: dovrà essere possibile, per più studenti contemporaneamente, lavorare insieme su risorse didattiche condivise, anche attraverso l’utilizzo della rete. Le linee guida inoltre suggeriscono aree tematiche multidisciplinari, nell’ottica di una ricomposizione dei saperi. In sintesi le caratteristiche richieste sono quindi contenuti “liquidi”, che possano essere travasati da un supporto tecnologico a un altro, scomposti e adattati a diverse esigenze, pur conservando le proprie caratteristiche di base.