Non è una gaffe, è solo disprezzo per chi fa politica

Andrea Riccardi è un sessantottino cattolico. Un’icona cat-com. Pur avendo poco più di sessant’anni ha già fatto tutto. Scritto mille libri, ricevuto onoreficenze e lauree ad honorem e fondato la comunità di Sant’Egidio, un’organizzazione unica nel suo genere che negli anni Settanta ha gestito una sorta di diplomazia parallela con tutti i gruppi insurrezionali del mondo, flirtando con castristi e guerriglieri anti-coloniali. Tra pranzi coi Tupamaros e cene con gli angolani, Riccardi ha intessuto rapporti con e tra pressoché ogni governo, ong e gruppo politico esistente al mondo. Per questo è del tutto inverosimile che il suo insulto sprezzante porterà a vere conseguenze.
A tutela di Riccardi interverrà anche l’Onu. Anche se il suo straparlare non fa certo bene all’immagine di super-diplomatico che si è cucito addosso. Certo, lui i guerriglieri li rispettava e li stimava, quindi avere a che fare con loro era più gratificante.
I parlamentari invece gli fanno schifo e – come tutti i cooptati montiani – ritiene, con una certa logica, che se i politici non fossero una feccia nessuno avrebbe pensato a metterci lui al governo. Lui che è “un eletto” e non già “uno che è stato eletto”…
Comunque i giornalisti che hanno passato anni a tentare di dimostrare la pochezza dei politici esponendo gaffe e fuorionda e sottolineando che uno che straparla non è degno di rappresentare il popolo, riusciranno certo a spiegarci come lo straparlare di un Monti-boys sia addirittura un merito. È una certezza.