L’orgoglio di Gasparri: «Con la mia legge la Rai ora è in attivo»

«Lavoro ed economia sono le priorità per l’Italia. Invece per Pd e Terzo Polo la grande emergenza è rappresentata dalla Rai. Evidentemente, Bersani e Casini pur di piazzare qualcun’altro dei loro a viale Mazzini, antepongono i loro interessi a quelli nazionali». Quello di Maurizio Gasparri è una sorta di avviso ai naviganti. Il padre della legge che disciplina il sistema radiotelevisivo, difende la sua “creatura” «sulla base dei fatti». A dar manforte all’ex ministro delle Comunicazioni, il bilancio della Rai del 2011 che, come annunciato dal direttore generale Lorenza Lei, chiuderà con un piccolo utile di qualche milione dopo cinque anni di esercizi in perdita. «Segno che la mia legge funziona e sta funzionando, quindi il centrosinistra si metta l’animo in pace: i vertici della Rai saranno rinnovati applicando la legge vigente e sarà il Parlamento, liberamente, a fare le scelte di propria competenza, senza farsele dettare da nessuno».

Senatore Gasparri, lei ha paventato il rischio che sul tema delle nomine Rai entri in ballo la questione delle frequenze. Esiste davvero questa possibilità?

Non lo dico io. Leggo di scambi, di richieste lottizzatorie, se qualcuno lo scrive, vuol dire che il pericolo esiste. Di sicuro, chi intreccia i due temi agita le acque inutilmente.    

A proposito di richieste c’è un fuoco di fila di dichiarazioni contro la sua legge. Secondo l’Usigrai la Rai è come l’acqua, un bene comune che non deve essere appannaggio di pochi. I vertici del sindacato che opera a viale Mazzini dicono che vogliono essere liberi dal guinzaglio dei partiti…

L’Usigrai campa sulle polemiche, spesso alcuni suoi esponenti da queste prese di posizione ne hanno tratto un vantaggio personale. E poi tutti sanno che sono le cinghie di trasmissione di determinati partiti…

La governance della Rai rappresenta un’emergenza per il Paese, come sostengono alcuni esponenti del centrosinistra?

Avere un’azienda di Stato che funzioni bene non è un’emergenza, è un esigenza. Definirei emergenza per l’Italia la questione dell’economia, in particolare dell’occupazione.

Eppure in queste ore Pier Luigi Bersani è tornato sull’argomento, ha insistito sul fatto che «i partiti non possono occupare la Rai mentre rivendicano un ruolo più credibile agli occhi dei cittadini».

Su viale Mazzini, quella del segretario del Partito democratico è diventata una vera e propria ossessione.

Gli ha fatto eco Pier Ferdinando Casini, che sulla riforma della governanche Rai, ha detto che «non è un tabù».

Casini ha usato termini perentori ma mi pare che si sia accodato con gli stessi appetiti. Anche per il segretario Udc è partita la caccia alle poltrone di viale Mazzini. Diciamo che se per Bersani è un’ossessione per Casini è una fissazione.   

Non negherà che la sua legge non piace proprio al centrosinistra. Secondo Matteo Orfini «con questa governance neanche Maradona potrebbe far funzionare la Rai».

E chi è? Non l’ho mai sentito nominare e non mi riferisco a Maradona.

Orfini è il responsabile cultura e informazione del Pd…

Siamo in un Paese libero, Orfini può dire quel che vuole, ma mi consenta di replicare a qualcuno di cui conosco almeno la faccia.

Le va bene il vicepresidente dei deputati Fli, Carmelo Briguglio? Sostiene che «il risanamento dei conti parte proprio dal taglio degli sprechi e dall’ottimizzazione dei servizi. Quello Rai è attualmente pessimo e costa troppo ai cittadini. Il Pdl sia coerente e responsabile e non ponga veti»…

Lei ce l’ha con me. Non ha citazioni migliori?

Le va bene almeno Lorenza Lei?

Il direttore generale della Rai sta facendo un ottimo lavoro. Sentiamo…

Intende «procedere a un riassetto dell’organizzazione dei tre canali generalisti partendo dalla rete ammiraglia». Insomma, per dirla in soldoni salta la direzione di Raiuno di Mauro Mazza?

Non credo che l’automatismo sia così scontato. Semmai lascino lavorare la Rai in santa pace. Non è nostro compito mettere bocca sulle decisioni di un’Azienda che ha il suo Cda e il suo management che sta lavorando bene, alla luce anche del bilancio della Rai 2011, finalmente in utile dopo cinque anni di perdite. Segno che la tanto vituperata legge Gasparri funziona, no?

Nel consiglio di amministrazione Rai si è discusso anche della telefonata incandescente del direttore di Rai4, Carlo Freccero, al giornalista di “Libero”…

Quella di Freccero mi è parsa una condotta pessima e becera. È inquietante l’arroganza dimostrata nei confronti del giornalista e mi aspetto che vengano presi provvedimenti dai vertici dell’Azienda nei confronti del direttore di Rai4.

Il servizio pubblico ha perso da tempo il contributo di Sabina Guzzanti, che mercoledì ha fatto il suo esordio su La7…

Non la vedo per principio. Una che la mattina predica contro i ricchi e la sera specula in Borsa affidando i soldi al Maddof dei Parioli non è credibile e poi le sue trasmissioni non fanno ridere…

In effetti, tutti concordano sul fatto che fosse poco comica. C’era persino uno spazio di talk show con un’intervista al responsabile delle Politiche economiche del Pd, Stefano Fassina…

Quella parte di trasmissione l’avrei vista volentieri. Con Fassina qualche risata me la sarei fatta di sicuro.