La tre giorni di Orvieto parla agli italiani, non al palazzo

Nella verde Umbria tre giorni fitti di dibattiti, riflessioni e forum intorno ai principali temi dell’agenda politica italiana e internazionale. Una full immersion del centrodestra, già impegnato in queste ore con la celebrazione degli ultimi congressi e delle primarie in vista del voto amministrativo di aprile. Si apre oggi pomeriggio a Orvieto, con l’intervento di presentazione di Sandro Bondi, il primo incontro di Scuola di formazione politica del Pdl.
I lavori del seminario, dal titolo L’Europa, la crisi, l’Italia. L’identità, le proposte e le responsabilità del Pdl, si concluderanno domenica con la replica di Angelino Alfano e l’intervento di Silvio Berlusconi. Un appuntamento molto atteso, come dimostrano le numerose  iscrizioni al seminario, non solo per l’approfondimento tematico (economia, politica estera, riforme) ma soprattutto per il focus sul rilancio del centrodestra in questa delicata stagione della politica italiana. Fuori dalla porta, invece, il gossip e le pigre vulgate giornalistiche su rivalità e gelosie ai piani alti di via dell’Umiltà.
«C’è un legame molto forte tra gli eventi di queste ore e il programma del seminario», osserva Daniele Capezzone, che sabato introdurrà la sessione sulle riforme istituzionali. Il forfait dato ieri da Angelino Alfano al vertice con Mario Monti non è un fulmine a ciel sereno né un ripensamento, spiega il portavoce pidiellino. «Alfano ha chiarito che per il Pdl conta non l’agenda del “palazzo” ma quella degli italiani, e cioè l’economia, il fisco, l’occupazione. Ebbene, nei prossimi tre giorni a Orvieto faremo proprio questo, analizzando settore per settore lo stato della situazione economico-sociale, guardando alle priorità degli italiani e non ai giochini dei partiti».
L’attuale situazione pone alla politica nuove responsabilità, «in primo luogo la conoscenza della realtà, sia quella internazionale che nazionale, in secondo luogo la competenza nell’affrontare i problemi della società e infine il necessario rinnovamento dei partiti», spiega Sandro Bondi che ha organizzato «volentieri» il corso di formazione al quale partecipano molti big della politica e della cultura. «È confortante che a questo incontro di autentica e necessaria riflessione abbiano già aderito oltre 250 persone, provenienti da tutta Italia, con un non piccolo sacrificio in termini di tempo e di spese di partecipazione». La kermesse metterà anche un po’ di ordine tra i tanti argomenti che si rincorrono di bocca in bocca tra militanti e simpatizzanti: riorganizzazione, restyling (non grafico, visto che il simbolo per ora non si tocca), possibili allargamenti verso il centro, ipotesi di Grosse Koalition, strappate al Cavaliere da cronisti d’assalto più attenti al titolo ad effetto che ai contenuti (e soprattutto ai contesti).
La scuola ospitata nella città d’arte, insomma, sarà l’occasione non solo per una riflessione sull’attualità politico-economica (e sui primi cento giorni del governo Monti) ma anche per un bilancio interno al partito nato dalla confluenza di Forza Italia e Alleanza nazionale. «A Orvieto parleremo soprattutto del Popolo della Libertà, che in piena stagione congressuale è atteso a nuove sfide, a partire dalle prossime elezioni amministrative», dicono gli organizzatori alla vigilia. Difficile che non si parli, anche se non sono previste sessioni “ad hoc”, della rotta di fine legislatura, delle alleanze futuribili e dei rapporti con il governo tecnico. Nessuno sogna la spallata a Monti, neppure i più berluscones (che anzi guardano con attenzione alle recenti aperture di credito del Cavaliere nei confronti del premier), ma nessuno tra le file del Pdl intende galleggiare fino al 2013 tra una fiducia e un comunicato stampa di distinguo. La “road map” tracciata dal giovane segretario pidiellino è alla prova dei fatti su due binari, quello interno della modernizzazione, delle rivitalizzazione della democrazia contro tentazioni dirigiste, e quello esterno che si misurerà subito con il test delle amministrative. «Siamo in una fase di antipolitica e di sfiducia – continua Capezzone – e il Pdl cerca di dare il buon esempio, penso ai congressi che vedono la partecipazione di centinaia di migliaia di iscritti e alle proposte sui contenuti concreti dell’azione politica». Al centro congressi di Orvieto dopo la presentazione del seminario, la relazione introduttiva sarà affidata ad Angelino Alfano. Seguiranno gli interventi dei coordinatori nazionali, La Russa, Verdini, e dei capigruppo di Senato e Camera, Gasparri, Quagliariello, Cicchitto e Corsaro. La prima giornata si concluderà con la presentazione del libro di Alfano, La mafia uccide d’estate, affidata a Bondi, Luciano Violante, Giorgia Meloni e Gianfranco Rotondi. Domani i riflettori saranno puntati sull’economia, sulla politica estera e sulle riforme «che proponiamo», dal welfare all’istruzione. La giornata conclusiva sarà dedicata  alle riforma dell’architettura istituzionale e al ruolo degli enti locali.