Il Pdl alle banche: garantite i cittadini, noi garantiremo voi

Allenta un po’ la pressione sul governo ma fa sentire il fiato sul collo alle banche (sì, a quanto pare fra i due soggetti c’è una qualche differenza…). Il leader del Pdl, Angelino Alfano, getta acqua sul fuoco delle polemiche relative al vertice di maggioranza di oggi e presenta le sue cinque proposte all’Abi.

Le opere e le omissioni
Prima di affrontare l’annoso tema delle regole da rivedere nel settore bancario, il segretario del Pdl è dovuto tornare sulla questione del vertice con l’esecutivo e gli altri leader di partito e sulla possibilità che nel confronto entrino temi inerenti la giustizia e la Rai. «Noi – ha detto – sosteniamo il governo Monti lealmente con opere e omissioni. Per omissioni intendo dire che evitiamo di partecipare a discussioni che possano metterlo in difficoltà. Le opere, invece, sono le cose che facciamo per sostenere il governo. Tale sostegno si esercita quotidianamente nei gruppi parlamentari. Grazie ai nostri numeri siamo il principale sostenitore in Parlamento». Una bella frecciata a chi in questi giorni ha parlato della presunta “irresponsabilità” del leader del Pdl.

Le proposte
Archiviata la questione vertice, Alfano ha spiegato i contenuti del proprio incontro con l’Abi, Associazione bancaria italiana. L’ex Guardasigilli, in particolare, ha chiesto al sistema bancario di intervenire con cinque iniziative che, ha detto, sono necessarie per far ripartire il Paese. «Si tratta di richieste che facciamo da avvocati dei cittadini», ha aggiunto. Tra le richieste c’è quella di riversare sul mercato i prestiti della Bce, quella di giudicare irrevocabili le erogazioni già concesse a famiglie e imprese, la moratoria sui debiti delle imprese e delle famiglie in difficoltà, maggiori controlli sull’operato del sistema creditizio e attenzione al mantenimento del livello occupazionale del sistema bancario. «Devo dire – ha commentato Alfano – che da parte dell’Abi c’è stato un atteggiamento costruttivo. Non ho percepito sordità da parte delle banche e per questo ci aspettiamo delle risposte. I cittadini chiedono a noi eletti a cosa servono quei 139 miliardi della Bce». All’associazione bancaria Alfano ha quindi dato l’assicurazione di voler difendere l’italianità del sistema creditizio nazionale anche sostenendo una battaglia in Europa per riconcordare i parametri di Basilea 3. Quanto alle richieste del Pdl la principale è quella rivolta al sistema delle imprese creditizie di riversare sul mercato il prestito ottenuto dalla Bce all’1%: «Sono soldi che devono essere reimpiegati al servizio dei cittadini e delle imprese», dice Alfano che ha chiesto garanzie anche sulla seconda moratoria che le banche italiane si apprestano a concedere per le situazioni in difficoltà. «In particolare le banche dovranno consentire il posticipo delle rate del mutuo di 18 mesi e la ridefinizione dei piani di ammortamento». Quanto al lavoro Alfano ha ricordato che il sistema impiega 320.000 lavoratori per i quali deve essere mantenuto l’attuale livello occupazionale. «Bisogna trovare il modo per non licenziare nessuno».

Giustizia? Rai? No, Basilea 3
Non è tra le priorità, invece, la questione della rimozione della norma che azzera le commissioni bancarie: «È un tema che non ci appassiona. Se ne occupi il governo se lo vuole fare», ha commentato il segretario del Pdl. «Se c’è da correggere norme per noi non ci sono problemi, ma la questione per noi è favorire il credito a cittadini e imprese», ha aggiunto. Poi Alfano è tornato sulla questione di Basilea 3, espressione con cui si indica l’insieme di provvedimenti approvati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria in conseguenza della crisi finanziaria del 2007-08. Il tema, a quanto sembra, potrebbe essere messo sul tavolo del vertice di oggi, anche per mostrare cosa intenda concretamente il Pdl quando parla di priorità. «Al vertice di maggioranza con Monti – ha detto Alfano – chiederemo al presidente del Consiglio di fare una battaglia in Europa per riconsiderare i parametri di patrimonialità delle banche previsti da Basilea 3. Non è il vangelo, è un accordo che non è stato ratificato dai Parlamenti nazionali e che produce perlopiù danni ai cittadini e alle imprese».

Bambinate e no
Visibilmente soddisfatti gli esponenti del Pdl, che hanno interpretato l’incontro con l’associazione bancaria come un segnale di attenzione, da parte del segretario, ai reali problemi del Paese. «Alfano parlando con le banche ha posto una serie di problemi seri e reali che interessano le famiglie italiane. Tutt’altro che bambinate», ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. “Bambinate” era stato il termine usato il giorno prima da Pierferdinando Casini per liquidare le polemiche sul vertice di maggioranza. Anche il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ieri presente all’incontro con i vertici dell’Abi, ha chiarito che «il Pdl ha incontrato le banche con l’obiettivo di garantire più risorse e più servizi per famiglie e imprese, moratoria per i mutui, uso corretto e a beneficio dell’economia reale dei 139 miliardi erogati dalla Bce alle banche italiane. E chiederemo controlli su questo impiego virtuoso. Nel contempo l’Italia deve chiedere con forza le correzioni delle decisioni di Basilea 3, rivendicando il ruolo decisionale dei Parlamenti e della democrazia».

Soddisfazione dall’Abi
Anche dalle banche giungono segnali di soddisfazione. «Sono stati buoni incontri dove abbiamo riscontrato attenzione ed interesse per l’industria bancaria», ha detto il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari. «Si intravedono delle possibili soluzioni», ha aggiunto il vicepresidente Antonio Patuelli, per il quale gli incontri politici hanno avviato «un dialogo costruttivo e abbiamo riscontrato sensibilità». Il vicepresidente Abi non si è sbilanciato sui tempi e le modalità della soluzione ma ha auspicato che via sia un dialogo fra governo e le forze politiche che lo sostengono.