Foibe, un viaggio per far conoscere agli studenti la “verità negata”

La tragedia delle foibe gli italiani la conoscono da pochi anni. Prima quei fatti erano oscurati, negati, sminuiti. Anche quest’anno, in occasione della Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, le solite sinistre hanno tentato di farla passare come una celebrazione di serie B, i negazionisti di turno hanno addirittura tentato di dare la colpa ai tedeschi, ma senza successo. Pochi giorni fa, per essere partecipi di ciò che accadde ed essere testimoni degli avvenimenti storici di quegli anni, 120 studenti di 20 scuole superiori di Roma sono andati dal 14 al 16 febbraio nei territori istriano-giuliano-dalmati, accompagnati dall’assessore capitolino alla Famiglia e ai Giovani, Gianluigi De Palo, nell’ambito del progetto “Roma nel cammino della Memoria”.
In Campidoglio gli studenti e i testimoni dell’esodo da quei territori hanno voluto ricordare insieme al sindaco di Roma Gianni Alemanno il viaggio e rivivere il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe istriane e degli esuli giuliano-dalmati celebrato il 10 febbraio. «Non si tratta solo di ricordare il fatto storico – ha detto Alemanno ai ragazzi – ma trarre da esso le indicazioni su come comportarsi in futuro. Ancora oggi nei testi scolastici si parla poco di foibe, che nei decenni scorsi erano quasi un tema ideologico. Questo non deve più accadere perché fanno parte di una memoria condivisa». Il sindaco ha poi ricordato l’impegno di Roma Capitale per realizzare presto una casa del Ricordo all’Eur, da dare in gestione alle associazioni giuliano-dalmate.
Alemanno ha poi spiegato agli studenti che «il Giorno del Ricordo deve essere una celebrazione di tutto il popolo italiano, perché nelle foibe furono buttati tutti, indistintamente, tutti gli italiani, a prescindere da quello che pensavano. Noi dobbiamo avere una memoria condivisa perché solo una memoria condivisa dà la base di valori di riferimento per tutto il popolo italiano che non deve dividersi sui valori fondamentali». Anche il presidente dell’assemblea capitolina Marco Pomarici è intervenuto alla cerimonia nella sala della Protomoteca per la celebrazione del “Giorno del ricordo”: «Vogliamo ricordare tutti i nostri connazionali vittime di un dramma storico che ha investito migliaia e migliaia di famiglie, i cui cari furono imprigionati, torturati e gettati nelle foibe. Una tragedia collettiva, quella di un intero popolo di istriani, fiumani e dalmati, costretti a un esodo di disumana ferocia che non trova ancora oggi ragion d’essere. Solo recentemente è stato sollevato il velo su questo macabro capitolo storico. È importante far tesoro della verità dei fatti per diffondere una memoria che ha già rischiato di essere cancellata dalla “congiura del silenzio” e che è un dovere tramandare alle generazioni future».
Dal 15 al 17 marzo circa 240 studenti delle superiori di Roma si recheranno in visita ufficiale per la prima volta a Colonia e Marcinelle, nei luoghi dove per anni molti italiani sono emigrati in cerca di fortuna e lavoro, specialmente nelle miniere.