Congressi Pdl, Napoli e Reggio incoronano Laboccetta e Biasi

La stagione dei congressi provinciali del Pdl, avviata da Angelino Alfano, è quasi in dirittura d’arrivo. Restano solo pochi appuntamenti per chiudere definitivamente un periodo che ha confermato un forte radicamento del Pdl da nord a sud, nelle grandi città e nei piccoli centri e ha visto una grande partecipazione di iscritti. Nel week end appena trascorso i riflettori si sono accesi su due grandi città del Sud: Napoli e Reggio Calabria, due realtà dove il Pdl è riuscito a trovare la sua unità e ad amalgamare le sue diverse anime. A Napoli ha vinto Amedeo Laboccetta e il suo vice sarà il senatore Luigi Compagna. «È stato un giorno straordinario di grande partecipazione popolare – ha detto ieri il nuovo presidente provinciale di Napoli – in fila per votare c’erano pure le suore. Hanno votato migliaia di iscritti: giovani, donne, anziani, studenti, disoccupati, pensionati, lavoratori e impiegati. C’erano anche coppie con neonati che hanno atteso pazientemente in fila anche quaranta minuti pur di votare. L’unico momento in cui nei seggi c’è stata poca affluenza è stato durante la partita del Napoli. Dopo questo bel risultato il partito a Napoli può ripartire alla grande. Con l’esito di questo congresso abbiamo, infatti, dimostrato che siamo riusciti a rinsaldare il rapporto tra il partito e la pubblica opinione e il risultato è andato ben oltre le aspettative. Inizialmente c’erano tre liste: la mia, quella dell’assessore Marcello Taglialatela e quella del capogruppo in consiglio provinciale Francesco De Giovanni. Nel corso della discussione congressuale le altre due liste sono state ritirate ed è rimasta in piedi solo la mia. Come è accaduto nel passato anche questa volta mi ha sostenuto tutto il gruppo giovanile, in prima linea ci sono stati il presidente  provinciale della Giovane Italia Alessandro Sanzoni e il coordinatore cittadino Massimo Pepe». Anche il commissario regionale Francesco Nitto Palma ha espresso soddisfazione per l’esito dei congressi provinciali che si sono svolti in Campania. «La celebrazione dei congressi provinciali del partito – ha detto – escluso quello di Caserta che si celebrerà il prossimo 12 aprile, ha portato al voto circa 60mila elettori, dimostrando così, inequivocabilmente, il forte radicamento territoriale del partito, la passione e l’entusiasmo dei suoi iscritti, la vicinanza della gente alla politica. Si è trattato  – ha osservato – di una grande festa di democrazia, reale, concreta e verificabile. Questo è per noi motivo di grande soddisfazione, perché, fermo restando le potenzialità del web, il nostro popolo ha mostrato di essere un popolo reale, in carne e ossa. Compito del partito, adesso, sarà quello di essere sempre più vicino alla gente, ai territori, e ai sindaci, uomini in prima linea, che ogni giorno sono nei comuni a risolvere i problemi dei cittadini. A tutti i dirigenti del partito, a tutti gli iscritti, a tutti i partecipanti al voto va il sentito ringraziamento del presidente Silvio Berlusconi e di Angelino Alfano, oltre che quello mio personale». Stesso entusiasmo e stessa partecipazione anche a Reggio Calabria dove c’è stato un cambio al vertice del Pdl. Tantissimi accorsi in massa a partecipare e animare i lavori del primo congresso provinciale che ha incoronato i nuovi vertici alla guida del coordinamento reggino: il neo coordinatore Roy Biasi ed il suo vicevicario Peppe Pedà. L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni. Soddisfatto anche il nuovo coordinatore che ha auspicato che il partito diventi un punto di riferimento per tutti. «Per raggiungere questo obbiettivo – ha detto Roy Biasi – noi abbiamo le idee chiare. Diciamo no alla ’ndrangheta e alla borghesia mafiosa che rappresentano una cappa che uccide il nostro territorio e soffoca il futuro dei nostri giovani. Vogliamo essere conosciuti per la nostra operosità, per le nostre bellezze naturali, per i bronzi di Riace. Gridiamo forte, rivolgendoci a Roma, il nostro no all’isolamento della Calabria a causa degli interminabili lavori sull’A3, no ai tagli incondizionati dei treni e dei voli e chiediamo che venga costruito il Ponte sullo Stretto. Il costo è di otto miliardi, mentre la Tav costa dieci miliardi. Ma sul Ponte l’investimento dello Stato è di solo un miliardo e 700 milioni di euro, tutto il resto sarà finanziato da privati. Di questa somma _ ha puntualiazzato – già 250 milioni devono essere pagati per le spese dei progetti e nell’ipotesi di mancata realizzazione del Ponte dovranno essere sborsati 750 milioni di penali a chi si è aggiudicato l’opera. Quindi già un milione è nel cestino. Gli altri 700 milioni sono già disponibili. La realizzazione del Ponte avrebbe un ritorno occupazionale di 40mila posti di lavoro in dieci anni. Non solo, porterebbe al completamento del corridoio europeo Berlino-Palermo e si svilupperebbe tutto il nostro indotto turistico. Noi vogliano solo pari dignità e pari opportunità con le altre regioni. Sono questi i primi temi che pretenderemo come partito che siano posti al centro dell’agenda degli impegni dei nostri parlamentari nazionali, dei nostri consiglieri regionali e di tutti i rappresentanti politici del partito presenti nelle istituzioni». Biasi ha toccato anche il tema del rilancio del partito: «Chiediamo e lavoriamo per un Pdl che abbia poche regole ma che vengano osservate da tutti. Ecco perché chiediamo un volto nuovo della politica. Il congresso costituisce una pietra miliare perché è stato unitario e ha trovato un punto di equilibrio nella mia figura e in quella del mio vicario».