Bersani apre ai moderati. Ma quali?

In una intervistona a Repubblica il lìder del Pd, bersagliato a palle incatenate da sinistra, lancia una “intesa coi moderati”. Probabilmente intende con Casini. Ma che novità è? L’accordo l’ha fatto da tempo e ne hanno scritto tutti. Non a caso la proposta di riforma elettorale che portano avanti i democrats è tutta incentrata sul potenziamento di un Terzo Polo con cui fare accordi post-elettorali. Casini probabilmente la vede a parti inverse, tant’è che ha annunciato il “lancio” di un grande “contenitore dei moderati” dopo le amministrative. Intanto il Cav e Alfano continuano a parlare del centrodestra come della “Casa dei moderati”. Ma chi sono questi moderati? E su cosa sono così moderati? Moderatamente intelligenti? Moderatamente onesti e moderatamente capaci? In questo momento storico francamente in Italia servirebbero caratteristiche più definite. Moderato sarebbe l’opposto di estremista o fondamentalista? Poco si adatta alla stagione dei “tecnici” (che sono fondamentalisti per natura, ognuno nella propria materia…). Mal si concilia con la pretesa “eccellenza” dei capoccioni che Napolitano ha messo alla guida della Nazione. E mal si declina con la necessità di riforme radicali e tutt’altro che moderate da tutti invocate. A meno che per moderato non si intenda “modesto”… Abbiamo davvero così bisogno di moderazione? Non sarà piuttosto il momento di idee forti (anche contro i poteri forti) e magari un po’ più di palle?