Berlusconi & Putin? Anche i giornali non ironizzano più

«Contrordine compagni!». Questo guareschiano motto si adatta perfettamente a quello che sta accadendo in questi giorni sulla stampa italiana. Malgrado le “vacanze” di Berlusconi da Putin e Medvedev, nessun giornale ha fatto la solita ironia sulle foto che li ritraggono felici, immagini sulle quali qualche tempo fa si sarebbero scatenati gli editorialisti e i dietrologi. Al contrario, i media italiani sembrano aver messo il silenziatore sull’uomo un tempo più “colpito” del Paese. Perché? Semplicemente perché i nostri media si adattano: Monti e Napolitano hanno fatto gli auguri, Putin è diventato immediatamente un personaggio positivo.
Gli auguri allo zar di tutte le Russie per la grande vittoria elettorale di domenica da parte di Napolitano e Monti, avvenuti comunque a tre giorni dai fatti, e giunti molto dopo quelli giapponesi, inglesi, francesi, della Nato e della Ue, hanno impercettibilmente segnato un cambio di atteggiamento da parte della intellighentzia italiana, che oggi non considera più lo zar come un autocrate, massacratore di ceceni, dittatore, oligarca, truccatore di elezioni, ma – forse – come un presidente legittimamente eletto. Anche la sinistra italiana – critica verso Putin perché evidentemente preferiva i suoi predecessori – ha abbassato i toni.
Il motivo della riflessione è stato il viaggio di Berlusconi e l’accoglienza riservatagli: qualcuno si è ricordato dei vantaggiosissimi accordi per l’Italia che Berlusconi e Putin strinsero nel 2009 nel corso del vertice integovernativo. Accordi di natura politica, commerciale, culturale. Che hanno messo l’Italia in pole position rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea. Gli argomenti degli accordi riguardavano agricoltura, South Stream, giustizia, trasporti, turismo, istruzione, energie rinnovabili, cosmo, trasporto aereo, piccole e medie imprese, cultura, ma a nessuno sfugge, ora che la benzina è a due euro al litro, l’importanza del comparto energetico. «Putin di nuovo come responsabile ci dà fiducia che politiche di liberalizzazioni in Russia continueranno in futuro». Ad affermarlo è stato l’ad di Enel, Fulvio Conti, commentando l’elezione alla presidenza della Federazione Russa. La Russia, per l’Enel «è un mercato strategico, un’opportunità stupenda con l’integrazione verticale con il gas di Severenergia che uscirà dal pozzo nei prossimi mesi. Con una quota di circa il 20% abbiamo una posizione forte. Severenergia produrrà un quarto di tutto il gas prodotto in Russia al di fuori da Gazprom».
E a questo è legato anche il motivo della stizza statunitense nei confronti dell’Italia, troppo amica della Russia. Sì, perché da tempo la Casa Bianca critica l’Italia – ma anche la Germania – per essere strumento di Mosca nell’influenza del Cremlino sull’Europa.
Secondo Jeffrey Mankoff, del Council of Foreign Relations, il think tank bipartisan che ha spesso ispirato la politica estera di amministrazioni repubblicane e democratiche) che ora è responsabile delle relazioni Europa-Russia del Dipartimento di Stato Usa, nella strategia russa l’Italia è un tassello decisivo perché «con la Germania rappresenta quasi la metà di tutte le importazioni di gas russo nell’Europa occidentale». Insieme, questi due Paesi generano «il 40% dei profitti totali di Gazprom». Un colosso che, per la sua natura, si sottrae a «sistemi di regole trasparenti, controllo giudiziario e delle authority di vigilanza» dell’Ue. Sempre lì si arriva, alla corruzione di Berlusconi. La Clinton, poi, è convinta che sia in gioco un interesse strategico e vitale degli Stati Uniti, la sicurezza dell’Europa occidentale. Washington avverte il rischio che un alleato storico della Nato come l’Italia sia scivolato su una china pericolosa. Tutto ciò fa senza dubbio luce su molti fatti della politica interna italiana recente…
Ecco anche perché il più grande di tutti, Barack Obama, non glieli ha ancora fatti, gli auguri. Il presidente americano è molto «occupato» e finora non ha ancora chiamato Putin per congratularsi dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali russe. Lo ha confermato ieri parlando con i giornalisti il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, dicendosi d’altro canto certo «che i due leader si parleranno», e aggiungendo che non è il caso «di vedere alcunché dietro».
Infine, per la cronaca, Berlusconi, Putin e Medvedev hanno proseguito la vacanza. Ieri giornata ancora sulla neve per Berlusconi, nella località sciistica di Krasnaya Polyana, sede dei futuri giochi olimpici invernali del 2014. Il trio, secondo le immagini rilanciate dalla tv statale Vesti24, ha visitato una nuova pista di bob e slitta e ha assistito, prima dalla partenza e poi al traguardo, a una discesa di prova di alcuni atleti russi. Proprio in questi giorni una commissione della Federazione internazionale di bob e skeleton si trova a Krasnaya Polyana per valutare le caratteristiche tecniche della nuova pista.