Befera, Fabio Fazio e quelle domande che non abbiamo ascoltato…

Immerso nel solito clima zuccherino che Fabio Fazio riserva ai suoi ospiti, tutti graditi purché parlino male di Berlusconi, il direttore dell’Agenzia delle Entrare Attilio Befera domenica sera s’è esibito in ventuno minuti di splendidi assoli da politico consumato. Dal suo personalissimo ricordo iniziale di Lucio Dalla, di cui il mondo sentiva un gran bisogno, fino alla gag finale, a conduttore sdraiato: “Fazio, ora le posso fare io una domanda?”. Peccato che una domanda l’abilissimo Befera non se la sia fatta da solo. «È vero che lei guadagna oltre 400mila euro l’anno?», poteva autochiedersi, vista la latitanza del conduttore, a sua volta milionario con soldi pubblici. Ma anche su altre domande l’attesa è stata vana. Del tipo, «Befera, riconosce tra i meriti di Monti quello di volerle tagliare lo stipendio, visto che lei rientra nella casta dei manager super-milionari? Le sembra adeguato un compenso di trentamila euro al mese a fronte di un disagio che immagino lei avvertirà, nel Paese, quando pignora, ipoteca e incalza i contribuenti in ritardo con il fisco a causa della crisi?». Fazio, invece, tra balbettìi e faccine contrite, lo ha “incalzato” solo quando gli ha chiesto a muso duro, si fa per dire: cos’è cambiato con Monti sul recupero dell’evasione? E l’altro: «Veramente da tre anni faccio questo lavoro». Poteva aggiungere: “Mi ha nominato quello di prima”. S’è scordato. E la gag è proseguita, tra Paperoni felici.