Veltroni ha paura anche di una strizzatina d’occhio

Una delle strizzate d’occhio più famose nella storia del cinema fu quella di Charles Bronson nella scena finale del Giustiziere della notte. Era rassicurante, perché lui impersonava l’uomo che vendicava i deboli e si opponeva ai soprusi. Un personaggio scomodo per i critici della sinistra, che non lo digerivano, così come non digerivano il film. Ma anche adesso la strizzata d’occhio fa venire il mal di pancia ai vertici del Pd. Soprattutto una, quella che Walter Veltroni ed Enrico Letta avrebbero fatto a Brunetta per incoraggiarlo nella sua battaglia contro i fannulloni: «Vai avanti così, Renato, mi dicevano», ha raccontato l’ex ministro in un’intervista. In linea teorica non ci sarebbe niente di male perché, se un politico fa una cosa giusta, anche chi sta all’opposizione potrebbe ammetterlo. Oggi come oggi, però, con lo scontro politico in atto, i “democratici” non lo farebbero per nessuna ragione al mondo. E infatti è arrivata subito la puntualizzazione: «Non mi era mai capitato – ha scritto Letta su Twitter – di dover smentire strizzate d’occhio! C’è sempre una prima volta… avevo il sole negli occhi, Brunetta ha travisato». Idem da Veltroni: «Non si scherza sulle cose serie. Non ho mai fatto strizzatine d’occhio, non è mio costume». Brunetta non si è perso d’animo. Anzi, ha offerto le prove: «All’amico Veltroni rinfresco la memoria. Il 7 settembre del 2008, alle ore 11.30, ci trovavamo a Cernobbio al Forum Ambrosetti. Io ero presente come ministro e mi ero appena seduto al tavolo dei relatori quanto tu mi passasti dietro per prendere posto e mi dicesti, a bassa voce: “Non mollare, bravo, vai avanti così”». Controreplica: «Visto che Brunetta insiste sono costretto a precisare che solo una persona con una alta considerazione di sé può scambiare una battuta, evidentemente ironica, per un complimento». L’ultima parola è stata di Brunetta: «Solo chi ha una contraddittoria considerazione di sé scambia un ricordo di cui dovrebbe essere orgoglioso per una notizia che lo imbarazza». Il colpo è da kappaò.