Tra i tecnici c’è un fan di Silvio, il Pd si irrita…

E ora chi lo dice al Pd, a Repubblica, a tutta la pattuglia neo-azionista che non cessa di elogiare il governo post-berlusconiano, il governo anti-berlusconiano che ha fatto uscire l’Italia dalle tenebre? L’intervista di Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia del governo Monti, alla “Zanzara”, su Radio 24, spiazza tutti: «Nel ‘94 – ha detto – Berlusconi ci ha consentito di avere una competizione elettorale che altrimenti non ci sarebbe stata. Avremmo avuto il partito unico, quello della gioiosa macchina da guerra dell’ex Pci. La democrazia sarebbe stata monca, c’era solo un partito e dall’altra parte il nulla. Lui ha creato una normalità democratica». Per Polillo, «Berlusconi ha organizzato il fronte moderato e si può dire che ha salvato la democrazia in Italia». E che ruolo potrebbe avere oggi il Cavaliere? «Mi auguro possa fare il presidente della Repubblica, perchè no? Io lo stimo, al Paese ha dato tanto. E poi molti cambiano carattere quando arrivano al Colle, magari succede anche a Berlusconi …Intanto in questa fase ha avuto un grande senso di responsabilità e si è fatto da parte. Era necessario fare un passo indietro e l’ha fatto. Oppure potrebbe essere nominato senatore a vita, cosa ci sarebbe di male? Ne hanno nominati tanti … in fin dei conti di cosa è stato incriminato Berlusconi?». E quando i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo incalzano su quest’ultimo punto, il sottosegretario risponde per le rime: «Mi chiedete se è perseguitato? Beh, parlano i fatti. Nemmeno Al Capone ha ricevuto così tanti avvisi di garanzia come Silvio Berlusconi e se ci sono intere Procure che lavorano solo su Berlusconi un motivo ci sarà, no?». Ma c’è di più, perché Polillo ha anche ammesso, candidamente: «Come sono arrivato a fare il sottosegretario? Semplice, ho dato il mio curriculum a Fabrizio Cicchitto, di cui ero consulente, dicendogli che ero disponibile a entrare nel nuovo esecutivo. Lui lo avrà dato a Monti, che non conoscevo. Tutto qui». Dunque da chi è stato indicato, chiedono i conduttori. «Beh, da Cicchitto, funziona così… Monti dopo avrà scelto sulla base delle mie competenze. E poi, scusate non c’erano molte persone con la mia esperienza nel campo della finanza pubblica, diciamo la verità… Non c’erano mille concorrenti». Polillo ha poi parlato delle sue presenze nei talk show televisivi: «Non è vero che Monti mi ha detto di non andare più in televisione, anzi. Ultimamente ci ha consigliato di intensificare le presenze per spiegare i provvedimenti. Io prezzemolino? Non me la tiro, dico di no solo per impegni concomitanti. Però non ho mai mosso un dito per ottenere un’intervista. Quando mi invitano di solito vado, mi secca dire di no, sembra che voglia nascondere qualcosa». Infine sul futuro del premier Monti, Polillo dice alla Zanzara: «Ha una grande autorevolezza, il grande merito di questo esecutivo è quello di aver posto fine alla guerra fredda tra i poli. Prima non si poteva parlare dei problemi concreti. Spero che Monti continui a fare politica anche dopo la fine del governo, in qualsiasi ruolo. Io invece chiudo con questa esperienza che è la fase terminale della mia carriera. Di certo non mi candido, ho anche una certa età…». Seccata a dir poco l’algida replica del Pd, che per bocca di Rosy Bindi commenta: «I sottosegretari di un governo tecnico non dovrebbero entrare nell’arena del dibattito politico, e soprattutto dovrebbero astenersi dall’indicare il futuro istituzionale dei leader politici, anche quelli di riferimento». Ecco, basta un Polillo qualsiasi e tutto quell’entusiasmo, quella luce negli occhi al solo pronunciare l’espressione “governo tecnico” se ne va in fumo. E restano solo gli irritati richiami all’ordine di zia Rosy.