Marine Le Pen: «Silvio? Potrebbe tornare»

Non ha la classe ironica del padre, che ancora in occasione del ballo a cui la figlia è stata invitata, in Austria, da una corporazione nazionalista ha commentato: «Era solo Strauss. Senza Kahn». Eppure Marine Le Pen, sia pur con tutte le criticità e le contraddizioni del caso, si conferma come il vero volto nuovo delle elezioni politiche francesi, (sempre che le facciano presentare tutte le firme necessarie, cosa, a quanto pare, non scontata…). Molto più del molliccio – ma favoritissimo – Hollande, figurarsi dell’arrogante – ma disperato – Sarkozy. Tant’è che anche dalle nostre parti la si segue con un certo interesse, magari riscoprendo per la seicentesima volta che il Front National è votato dagli operai dimenticati dalla sinistra e spacciando tutto ciò per lo scoop dell’anno. E lei, Marine, non le manda a dire, inquadrando con una certa precisione la situazione al di qua delle Alpi. «Mario Monti? Un impiegato di banca», dice la bionda figlia d’arte in un’intervista rilasciata alla rivista A che sarà in edicola l’8 febbraio. E sul Cavaliere si sbilancia: «Berlusconi può tornare domani. Io non metterei la mano sul fuoco sul fatto che abbia lasciato definitivamente la politica, anzi». L’ibrido carolingio, il mostro “Merkozy”, non sta simpatico neanche a lei: «Mi chiedo se non sia Sarkozy a dirigere la campagna della Merkel, visto che è sempre d’accordo con lei», ha sibilato. Senza mandarle a dire neppure alla première dame. Alla domanda sul ruolo di Carla Bruni nella campagna del marito, risponde: «Quando si pensa a Carla Bruni, non si può dire che la prima cosa che viene in mente sia il suo interesse per il sociale. Non credo che lei sarà un handicap né un vantaggio per il marito, per la semplice ragione che non è mai riuscita a stabilire un contatto con il popolo francese». Tutto giusto, per carità. Basta che non finite per rimandarci indietro Carlà, ora…