Marinai prigionieri: è una follia

Sulla vicenda dei fucilieri di Marina Girone e La Torre, la solidarietà politica non si è fatta molto sentire. La maggior parte delle amministrazioni si è rifiutata di aderire alla campagna “visiva” che – su proposta dell’ex ministro La Russa – propone di esibire una gigantografia dei due marò come è stato fatto per esprimere in passato attenzione per la sorte del soldato israeliano Shalit prigioniero in Libano e della iraniana Sakineh minacciata di lapidazione. La campagna è stata addirittura stigmatizzata come “di destra”, persino con l’accusa di voler “coprire” sciovinisticamente i soldati italiani. Se al governo ci fosse un esecutivo politico – di qualsiasi colore – su una vicenda così parossistica si sarebbero chieste le dimissioni di qualche ministro. Nessuno, indipendentemente dal partito di appartenenza, è mai arrivato al punto di consegnare propri soldati in mani ostili. Ancor più paradossale il fatto che non ce n’era alcun bisogno, perché la nostra nave era in acque internazionali e in Italia si aveva la certezza che i nostri militari di scorta non avevano fatto alcunché di censurabile. Finora nessuna prova “a discarico” è stata presa in considerazione, nemmeno il fatto che la traiettoria dei proiettili che hanno colpito i pescatori fosse orizzontale e quindi non possono essere partiti da una nave di 30 metri. Ora il tribunale della provincia indiana vuole fare i test balistici senza i nostri periti. Quousque tandem, dicevano gli antichi. E si facevano rispettare.