Mangeremo con sobrietà

Aumenta il costo dei beni alimentari di prima necessità. Stupore. Ipocrita. Senza essere esperti, tecnici o professori, sapevamo tutti che l’aumento dei carburanti era la cosa più idiota e irresponsabile che si potesse fare. Sapevamo – perché siamo persone normali – che a cascata quell’aumento avrebbe provocato un corrispettivo rincaro dei trasporti che si sarebbe abbattuto sul costo finale dei prodotti. In Italia quasi il 90% del trasporto avviene su gomma. Basta guardare la carta geografica per rendersi conto che tra la Sicilia e la Penisola c’è il mare (e il trasporto su nave costa di più, per questo qualcuno ha pensato che nel tempo convenisse fare un ponte…) e che l’Italia è divisa in due verticalmente da un’alta cordigliera appenninica su cui non si possono arrampicare i treni (nemmeno quelli di Cordero di Montezemolo!). Quindi, se aumenti la benzina, il costo dei prodotti cresce. E in particolare, paradossalmente, quello delle merci nazionali, azzoppando ulteriormente il mercato interno. Basterebbe questo madornale errore per giustificare la richiesta di licenziamento di Monti. Altro che crescita, altro che sviluppo, altro che liberalizzazioni, altro che aumento dei consumi. Tenere una panetteria aperta sette giorni con il prezzo del pane che lievita come una brioche non spingerà gli italiani a comprarne di più. Anzi, da domani, ci saranno cittadini che li dovranno ridurre, i consumi. Ma d’altronde, ci vuole sobrietà anche a tavola.