L’ultimo oltraggio dal Brasile: Cesare Battisti sfilerà al Carnevale di Rio

«Si aggiunge amarezza ad amarezza, vedere un pluriomicida che sfila al Carnevale brasiliano ferisce tutti noi». L’ex sottosegretario all’Interno,Alfredo Mantovano, ha poca voglia di commentare la notizia che arriva da un sito internet. Cesare Battisti sfilerà in un gruppo del Carnevale di Rio de Janeiro. Per Mantovano «il governo Berlusconi ha fatto tutto il possibile per riportare Battisti nel nostro Paese», ora «spero che l’attuale esecutivo promuova ogni opportuna iniziativa per arrivare alla sua estradizione».
Condannato in Italia per quattro omicidi, banda armata, rapina e detenzione d’armi (la sentenza definitiva è del 1993) Battisti si è rifatto una vita prima in Francia, dove è diventato uno scrittore di noir, quindi in Brasile, dove è stato arrestato nel febbraio 2004 in esecuzione di una richiesta di estradizione avanzata dalla giustizia italiana. Dopo una lunga controversia giudiziaria nel gennaio 2009 il ministro della Giustizia brasiliana, Tarso Genro, ha concesso a Battisti lo status di “rifugiato politico”. Nel nome di una internazionale comunista il ministro aveva sostenuto «che le leggi eccezionali italiane contro il terrorismo rosso degli anni 70 sono paragonabili al carcere di Guantanamo, una sospensione dello Stato di diritto americano». Battisti si è incontrato ieri con alcuni parlamentari a Brasilia, dove era andato per assistere a una riunione della Commissione dei diritti umani della Camera. Dichiarandosi amico di uno dei direttori del “Cordao do Bola Preta” – uno dei gruppi più celebri della città – dal quale sarebbe stato invitato a sfilare, Battisti ha confermato di voler partecipare al carnevale carioca. «Certo che vado – ha detto conversando con alcuni deputati – il Bola Preta è capace di trascinare per strada due milioni di persone». Il pluriomicida esponente dei Proletari armati per il comunismo (Pac) ha anche detto che presto comincerà a lavorare in una libreria di Rio, in attesa del lancio del suo nuovo libro, previsto per aprile in Brasile.
Dure le reazioni dall’Italia: «Spero che il governo italiano alzi la voce dopo questo oltraggio», ha scritto sul suo profilo Twitter l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini. Sempre sul social network, l’esponente Pdl si sofferma anche sull’incontro tra Battisti e alcuni parlamentari brasiliani. L’ex terrorista è stato «accolto dalla commissione Diritti Umani della Camera. Una vergogna! Pensiamo ai diritti umani delle vittime e dei superstiti», scrive l’ex ministro.
Interpellato dall’Adnkronos, Alessandro Santoro, figlio dell’allora capo degli agenti di custodia di Udine, maresciallo Antonio Santoro, freddato nel 1978 da Battisti è sconcertato: «Siamo arrivati alla tragicommedia parecchio tempo fa, ora siamo oltre l’immaginazione. Questa ennesima uscita mi trova impreparato, spaesato». Riferendosi poi all’appello della scorsa settimana di Battisti al Capo dello Stato, in cui chiedeva di potersi presentare «di fronte a un tribunale per rispondere a un interrogatorio vero», Santoro conclude: «Sono contento dell’immediata replica di Giorgio Napolitano». Il Quirinale aveva risposto che «il signor Cesare Battisti deve solo presentarsi nel nostro Paese per espiare, secondo le norme dell’ordinamento penitenziario italiano, le pene alle quali è stato condannato a conclusione di processi che svoltisi nella piena osservanza delle regole di uno Stato di diritto».
Sceglie invece il sarcasmo Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi ucciso da Cesare Battisti nel febbraio del 1979 e rimasto a sua volta ferito durante l’agguato: «Penso che stia facendo di tutto per ottenere la massima popolarità per poi candidarsi, magari, anche alle prossime elezioni in Brasile». «L’unica cosa che posso immaginare è quella – sottolinea Torregiani – a parte la stupidaggine di mettersi sempre in mostra. La regola di tutti gli ex terroristi è quella di stare in silenzio. Lui invece non glie ne frega niente, anzi più si parla di lui e più è contento. A questo punto gli manca solo la candidatura per essere onnipotente in modo completo. Tenendo conto poi di tutte le amicizie che ha in Brasile -conclude- non gli sarebbe nemmeno così difficile». «Resta solo l’amarezza – prosegue Torregiani – constatare che i giornali danno più rilievo a queste cose piuttosto che ad altre più importanti come al fatto che il Governo non stia muovendo un dito per risolvere questo caso. A questo punto dovrò muovermi da solo e sto pensando di piazzarmi con una tenda davanti all’Ambasciata brasiliana a Roma per attirare almeno l’attenzione dell’opinione pubblica».
«La presenza di un ex terrorista al Carnevale più famoso del mondo sarebbe davvero uno schiaffo che non ci meritiamo». Commenta così il vicepresidente del Pdl in Regione Lombardia, Roberto Alboni. «I crimini di cui Battisti si è macchiato sono una ferita che non rimarginerà mai, se non parzialmente con la sua detenzione in carcere. Prima la sua fuga in Francia, poi la mancata estradizione dal Brasile. E ancora le sue esternazioni e i suoi appelli al presidente Napolitano: tutto questo per le famiglie vittime delle azioni di questo terrorista e per noi italiani sono schiaffi morali che non ci meritiamo. Ora la sua presenza al Carnevale che mi auguro venga censurata tanto più che quest’individuo continua a farsi beffe di noi». Alboni spera che «si tratti di uno scherzo di cattivissimo gusto che qualcuno provvederà a smentire. Del resto, da uno Stato che sulla sua bandiera ha la scritta “Ordine e progresso” forse ci aspetteremmo una presa di posizione diversa, come il divieto a partecipare alla sfilata. E ci auguriamo che una decisa censura arrivi anche dal nostro governo, altrimenti credo andrebbero rivisti molti dei nostri rapporti col Brasile. Non solo -conclude- speriamo che gli organizzatori ritirino questo scellerato invito, ma confidiamo che le indagini della procura federale brasiliana sulla regolarità del permesso di soggiorno a Battisti possano portare alla sua espulsione ed estradizione».