Le famiglie fanno i conti col carovita: alimentari alle stelle

Carrelli della spesa sempre più vuoti, i prezzi aumentano e la situazione si fa difficile persino nei supermercati. Come d’incanto, sono scomparsi tutti gli esponenti della sinistra che per anni hanno ripetuto l’unica poesia che ricordavano a memoria («la gente non arriva a fine mese»). Ora che non c’è più il Cav, meglio mettere un silenziatore. Anche perché sono le famiglie meno abbienti a pagare il costo di alcune scelte “tecniche”. Il dato è in forte controtendenza, perché a gennaio il tasso d’inflazione generale è sceso al 3,2 per cento dal 3,3 di dicembre, ma i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dal cibo ai carburanti, hanno segnato un incremento del 4,2 per cento. Una differenza evidente a livello annuo, ma ancora più evidente se si considera il dato mensile: dallo 0,3 per cento si passa allo 0,8, ai massimi da un anno. Un dato che fa sì che l’inflazione acquisita per il 2012 (quella che si avrebbe nel caso in cui  da adesso in poi non ci dovessero essere aumenti) risulta già dell’1,6.

Effetto carburanti
Con il prezzo dei beni in lieve aumento (3,9 per cento rispetto al 3,8 di dicembre) e i servizi in netto calo (2,3 per cento a gennaio contro il 2,5 precedente), a determinare i rincari è stato soprattutto l’aumento delle accise sui prodotti petroliferi, introdotto con l’ultima manovra del governo Monti. Nel primo mese dell’anno, infatti, il costo della benzina alla pompa ha segnato rincari del 17,4 per cento su base annua e del 4,9 con riferimento al mese precedente. E il gasolio per i mezzi di trasporto ha avuto una performance addirittura superiore: più 25,2 per cento a gennaio in termini tendenziali e più 4,7 su base congiunturale. Valori che bastano da soli a far capire rincari che in caso contrario sarebbero inspiegabili e che sono la dimostrazione di quanto fondato fosse l’allarme lanciato da alcune associazioni dei consumatori e anche dal nostro quotidiano nel momento in cui l’esecutivo Monti ha deciso di premere l’acceleratore sulle accise. Il caro-carburanti rappresenta il volano che ha amplificato le tensioni al rialzo dei prezzi di tutti i prodotti, per effetto dell’aumento dei costo del trasporto che in Italia avviene quasi interamente su gomma. Su alcuni prodotti alimentari, poi, si sono scaricati anche altri fattori come quelli stagionali, per ultimo, anche il blocco dei Tir, protesta legata anch’essa all’aumento delle accise che ha messo in difficoltà estrema alcune categorie di lavoratori, come gli autotrasportatori, i pescatori e gli agricoltori. Sui carburanti è confluito l’effetto combinato dell’aumento dei prezzi internazionali della materia prima,  cui si è associato quello della fiscalità che fa sì che per ogni litro di carburante si paghi oggi in Italia 1,002 euro per litro, il valore più alto dell’intera Europa, cui vanno ad aggiungersi le addizionali previste in alcune Regioni de nostro Paese.

Caffè e zucchero, prezzi record

I prezzi di caffè e zucchero volano alle stelle, anche per effetto del deprezzamento dell’euro che amplifica gli effetti degli aumenti delle materie prime. A gennaio si è registrata una vera e propria impennata e secondo le stime dell’Istat su base annua il primo è rincarato del 16,5 per cento e il secondo del 15,9. Tutto qui? No. Tra le spese che una famiglia deve affrontare senza potersi sottrarre, e che pesano tanto di più quanto più modesto è il reddito percepito, c’è anche dell’altro. La casa e gli esborsi che si porta dietro (acqua, elettricità e combustibili) viaggia con oneri in crescita dell’1,8 per cento su base mensile e del 7,3 rispetto a gennaio del 2011. E anche il condominio rincara (più 1,3 per cento su base congiunturale), mentre il portiere costa l’1,7 in più rispetto allo scorso dicembre. La Confcommercio fa qualche conto e non può fare a meno di rilevare che se gli scenari sono cambiati in peggio è tutta colpa dell’aumento delle accise sui sui prodotti petroliferi e di alcuni fattori stagionali che hanno ricadute sul prezzo dei servizi, tra cui i pedaggi autostradali. Conclusione: «È proprio ai carburanti che è dovuto in grande misura il trend ascendente dei prezzi». Il governo, in sostanza, non solo ha tartassato i cittadini: li ha penalizzati due volte. Una prima volta con le tasse, una seconda quando per effetto del caro carburanti ha fatto decollare i prezzi di molti beni di prima necessità, la cui spesa è, pertanto, incomprimibile.

Consumatori in allarme
Le associazioni dei consumatori guardano alle cifre sull’inflazione fornite dall’Istat e concludono che gli effetti sono quelli di una pesante stangata aggiuntiva che si scarica  sugli italiani. Federconsumatori e Adusbef calcolano che le famiglie dovranno sborsare quest’anno 928 euro in più. Solo i maggiori oneri per l’acquisto di generi alimentari valgono 201 euro e rendono possibile un’inflazione che nel 2012 potrebbe raggiungere il 4 o addirittura il 5 per cento con tutto quello che questo significa in termini di perdita del potere d’acquisto per chi, in una situazione di crisi come l’attuale, deve fronteggiare un maggior costo della vita con contratti al palo e dinamica di salari e pensioni bloccata. Problemi per le famiglie ma anche per le singole categorie di lavoratori. Camionisti e pescatori protestano con forza chiedendo sgravi, mentre la Coldiretti-impresa pesca segnala l’aumento del 25 per cento del prezzo del gasolio in un solo anno sta affondando i 13mila pescherecci italiani, con un aggravio di duemila euro a impresa. Una situazione difficile, nel cui ambito il varo del nuovo paniere da parte dell’Istat, che così intende perfezionare la capacità di rilevazione per meglio adeguarla alle necessità di spesa degli italiani suona come una beffa. Entrano l’E-book download, il libro elettronico, l’E-book reader, l’apparecchio per la lettura e le lotterie istantanee come il Gratta e Vinci. In tutto 1.398 prodotti aggregati in 597 posizioni rappresentative (lo scorso anno erano 591). Modifiche significative interessano la posizione dell’energia elettrica che, terminata l’introduzione progressiva dei prezzi biorari, viene disaggregata: tariffa bioraria fascia diurna feriale, tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e quota fissa. Modifiche positive, dice l’Adoc, riflettono i consumi reali. Ma per il Codacons i pesi assegnati ai vari prodotti continuano a essere sballati con la conseguenza che il calcolo dell’inflazione per tutto il 2012 verrà falsato. Un esempio? Il fatto che calino «il gasolio per riscaldamento, le spese per la raccolta di rifiuti, la fornitura dell’acqua, le spese bancarie e finanziarie e le assicurazioni sui mezzi di trasporto.