L’autolesionismo ci danneggia più del maltempo

L’Europa è nella morsa del gelo, con evoluzioni metereologiche ancora preoccupanti che hanno già provocato oltre trecento vittime. Una situazione d’emergenza, con i conseguenti disagi, che non ha risparmiato nessuna capitale europea. A Londra metà dei voli cancellati e trasporti in tilt. Difficile raggiungere Vienna via treno. A Parigi e in tutta la Francia oltre alla neve c’é da giorni lo sciopero del trasporto aereo a mettere in ginocchio l’intero Paese. E come non ricordare che l’aeroporto di Bruxelles lo scorso anno, in pieno periodo natalizio, è rimasto chiuso per una settimana a causa di mancanza di liquido antigelo, una situazione che determinò addirittura l´intervento della Commissione europea. Ma nessuno di questi Paesi ha mai tradotto i suoi disagi e le sue criticità in termini di mera propaganda politica, né tantomeno ha scaricato sullo scenario internazionale le conflittualità  politiche interne. Quello che ha reso, ancora una volta, la situazione di Roma effettivamente diversa e paradossale è lo strascico polemico, tipicamente italiano, che ha preceduto e accompagnato la nevicata, scatenando sul sindaco accuse e persino insulti inaccettabili. Di fronte all’emergenza l’unico obiettivo è diventato la diffamazione politica, la gogna comunicativa che, anche questa volta, è degenerata in una sorta di autodenigrazione nazionale,  rimbalzata sui principali media stranieri. Due mesi fa nell’occhio del ciclone è finita Marta Vincenzi, sindaco di Genova, stavolta il bersaglio è stato Alemanno.
È una cattiva abitudine, un tratto di provincialismo insopportabile che dà un´immagine falsa e artefatta dell’Italia e contribuisce a creare quel muro di pregiudizi che tanto ci danneggia a livello internazionale. Con profonda amarezza bisogna ancora una volta ricordare che contare in Europa significa anche riscoprire il senso della dignità e dell´identità nazionale.