Gianni Alemanno: «Le critiche? Ora tutti mi danno ragione»

«Avevamo ragione, ora anche tutti gli altri enti locali si sono accorti di essere stati lasciati soli nella tormenta». Quella di ieri, per Gianni Alemanno, è stata un’altra giornata campale, passata in diverse zone di Roma al fianco dei volontari e degli uomini del Comune per far fronte all’emergenza. È stata però, soprattutto, la giornata in cui ha smesso di essere l’unico a dire che un problema c’è stato, e non a livello locale. «La Protezione civile – ribadisce – va ripensata. A me non interessa fare una polemica personale con Gabrielli, quello che mi interessa è garantire interventi efficaci per la sicurezza dei cittadini, ma non posso non rilevare che ad oggi ancora non è stato dichiarato lo stato di calamità nazionale e che non ci possiamo permettere una Protezione civile gestita come un ente burocratico».

Sindaco, alla luce delle polemiche che ne sono scaturite, non ritiene di aver posto il problema in termini troppo duri? Anche i dipendenti della Protezione civile si sono risentiti…

Io non li ho mai attaccati. I lavoratori e i volontari della Protezione civile hanno tutto il mio rispetto e la mia gratitudine per il lavoro che svolgono. Il problema che ho posto e continuo a porre è di coordinamento centrale. L’ho posto con forza e ritengo di aver avuto ragione a farlo, tant’è che anche l’Anci, il presidente Zingaretti e la presidente Polverini lo hanno sollevato. E questo senza voler parlare di quello che succede nel resto d’Italia, dove per il maltempo ci sono stati anche dei morti. Ora la domanda è: vogliamo agire per rendere più efficaci le risposte delle istituzioni ai cittadini o ci vogliamo perdere in polemiche inutili e strumentali?

Anche il Comune, la Provincia e la Regione sono «le istituzioni»…

E infatti hanno fatto la loro parte. Con Zingaretti e la Polverini ci siamo coordinati, siamo riusciti a fare fronte comune, c’è stata una collaborazione molto positiva che è andata al di là delle appartenenze politiche, ma non si può essere lasciati soli dalle strutture centrali. Il nostro piano neve è stato messo a punto sulla base di informazioni sbagliate, che hanno sottovalutato l’entità di quello che stava per accadere e hanno dato indicazioni fuorvianti su quando sarebbe successo. Nonostante questo abbiamo tenuto, siamo riusciti a far fronte alle fasi più critiche e Roma e i romani hanno dato l’ennesima prova della loro straordinaria forza e capacità di reazione.

Veramente a leggere certi giornali emerge un quadro diverso.

Lo so bene. È la solita litania contro il sindaco, contro la giunta, contro il centrodestra. Solo che questa litania fa male prima di tutto alla città e ai cittadini. Questa immagine cupa che si vuole dare di Roma non corrisponde alla realtà. La neve ha creato dei disagi, è vero, ma per i romani è stata anche una grande festa. La gente è uscita per strada a fare le foto, ha portato i bambini a giocare, sabato notte per strada c’era chi faceva pupazzi e si tirava palle di neve. Dipingere l’immagine di una città sconfitta per attaccare il sindaco è un torto gravissimo che si fa ai romani, che invece sono stati straordinari. A loro, ai volontari, agli uomini e alle donne del Comune che si sono dati da fare in queste ore, anche prendendo le pale e lavorando per liberare le strade, va il mio ringraziamento e domani (stamattina, ndr) all’alba sarò nei depositi di Ama e Atac per farlo personalmente.

A proposito di sabato notte, sa che le sue foto stanno facendo il giro di facebook e che sono oggetto di alcune ironie?

Appunto. Quelle foto sono state fatte mentre ero impegnato, insieme a centinaia di volontari, in tutta la città, a cercare di liberare materialmente le strade e le macchine che erano rimaste incastrate. La gente che dice che sono stato in giro a farmi fotografare o che mi accusa di essere stato solo in tv non sa di cosa parla o è in malafede. Come la storia del sale da cucina, che sarebbe inadatto. Un’altra polemica pretestuosa e infondata: anche quello va bene. In nessun’altra città d’Italia serve la quantità di sale che serve per Roma, è stato distribuito a tonnellate, siamo partiti dalla grande viabilità, abbiamo impegnato un numero enorme di persone. E ora mi volete dire che il problema è il tipo di sale impiegato? Per favore. La verità è che quelli che mi criticano dicendo che non sono stato all’altezza sono gli stessi che mi avevano sbeffeggiato per la scelta di chiudere le scuole. Prima ero stato allarmista, poi sono diventato quello che ha sottovalutato la situazione. Mi sembra evidente che ogni pretesto è buono per fare delle strumentalizzazioni politiche.

E la polemica con il ministro Cancellieri, anche quella è una strumentalizzazione?

Non lo dico io, lo dicono i fatti. Con il ministro esiste un rapporto di collaborazione molto buono, dopo che è stato scritto che mi aveva «scaricato» c’è stata una telefonata molto cordiale e lei ha diffuso una nota per chiarire che non c’era alcun intento polemico nei miei confronti.

Quindi, campagna elettorale avviata anzitempo?

In parte è quello. In parte c’è che Roma è l’ultima roccaforte del centrodestra. Inoltre i sondaggi iniziano a darci ragione e l’opposizione non riesce ad accettarlo, cerca ogni strumento per delegittimarmi. Ormai non ci sono più paletti, in queste ultime settimane abbiamo assistito ad attacchi ignobili, che in alcuni casi hanno veramente oltrepassato il segno, tutti proiettati sulla sfera personale e che non c’entravano niente con la mia attività di primo cittadino.