Fisco e Pompei, Mario bluffa…

Il governo lucida l’argenteria. Scaduti i primi cento giorni dall’insediamento, l’esecutivo mostra i trofei in bacheca o meglio, sul sito del governo. Curiosa esibizione di muscoli, per un esecutivo tecnico, che – ci avevano detto – doveva fare, più che apparire. Non che nel dossier diffuso ieri i fatti non ci siano (e pure qualche gaffe). Ma di sicuro i Prof sembrano sempre più a loro agio con i meccanismi della comunicazione. Che con la politica spettacolo ci stiano prendendo gusto?

Tagli per 43 milioni
Arrivato a Palazzo Chigi con la fama di premier sobrio e attento agli sprechi, Monti non poteva non mettere in risalto innanzitutto i tagli alle spese della Presidenza del Consiglio. Tagli che – spiega il documento governativo di 34 pagine – avrebbero fatto risparmiare allo Stato ben 43 milioni di euro. Ma tra i numeri del governo spiccano anche 8 decreti legge, 2 disegni di legge e 8 ddl di ratifica, 7 decreti legislativi varati. Il documento illustra le misure prese dal governo sul rigore (il “Salva Italia”), sulla crescita (il “Cresci Italia”), i provvedimenti in termini di liberalizzazioni e semplificazione, le politiche per il Mezzogiorno, la sicurezza, la giustizia, per le nuove tecnologie, per la scuola, le infrastrutture etc. Nell’elenco dei tagli, alcuni dati appaiono modesti, altri sin troppo sorprendenti. Nel caso delle auto blu e del loro elefantiaco moltiplicarsi, il governo si è per il momento limitato quasi solo… a censirle. Il risultato è che troviamo 59.216 vetture censite, di cui 9.855 blu (cioè riservate ai vertici delle P.a.) e 49.361 grigie (cioè destinate ad un uso di servizio). In questo quadro, il governo comunica una riduzione del 10% delle auto rispetto al 2010, con una riduzione più accentuata sulle auto blu (13%). L’impressione è che si potesse fare di più. Decisamente più consistenti i risparmi della Presidenza del Consiglio, come detto. Spicca, fra le tante voci, l’incredibile dato sugli aerei di Stato. Qui, spiega il documento dell’esecutivo, «c’è stata una contrazione significativa dei voli pari al 92%, con un risparmio complessivo di 23,5 milioni». Novantadue per cento? In un periodo di febbrili colloqui in giro per l’Europa e l’America il governo spiega di aver quasi azzerato i voli di Stato? Miracoli da governo tecnico.

Abano: il governo rilancia la bufala
Non manca, inoltre, qualche scivolone clamoroso. Andiamo a vedere. Parlando della lotta all’evasione fiscale, il dossier illustra l’impressionante numero di controlli a tappeto operati dalla guardia di finanza in varie località italiane. «L’attenzione – leggiamo – si è concentrata soprattutto sui negozi del centro, gli alberghi, i ristoranti e i bar per verificare la corretta emissione degli scontrini fiscali. I primi controlli sono stati eseguiti a Cortina, poi è stata la volta di Roma, Milano, Napoli, San Remo, Viareggio, Abano Terme, Portofino e Courmayeur». Stop, fermi tutti. Abano Terme? La gaffe è clamorosa. Dopo l’impermediatizzato blitz di Cortina, infatti, l’analoga operazione nel padovano aveva fatto molto rumore. Poi era giunta la smentita: gli accertamenti erano stati sì effettuati, ma non dopo Cortina e neanche sotto il governo Monti, bensì circa due anni fa. Verifiche che avevano portato, come confermato dal presidente dell’Assoalbergatori della località turistica, Gianluca Bregolin, alla raccolta di dati sui clienti che hanno soggiornato negli hotel per più di due giorni e spendendo cifre oltre i 2 mila euro. Insomma, era stata solo una tempesta mediatica, una “psicosi fiamme gialle”. Una bufala. Che il governo ha ripreso e rilanciato dopo che la stessa Agenzia delle Entrate aveva ampiamente smentito nuovi controlli nella città termale. A meno che, dopo questo finto scoop, la guardia di finanza non sia tornata nella città termale di soppiatto e senza dir niente a nessuno…

Da Pompei all’enogastronomia
La gaffe sul finto blitz, in verità, non è l’unico passaggio curioso del documento governativo. Con notevole sprezzo del ridicolo, per esempio, l’esecutivo rilancia come se fosse stato un successo quel servizio di “dialogo con il cittadino” che aveva portato alla pubblicazione sul sito del governo di alcune mail che rasentavano la divinizzazione di Monti. Ricordate la bambina di due anni che – raccontava la madre – gioiva vedendo il Prof in tv in quanto quell’uomo le stava assicurando il futuro? Ecco, non contento della figuraccia, ora Monti rilancia. E, nel documento, spiega: «Da fine novembre 2011 ai primi giorni di febbraio 2012, due mesi appena, più di 4.000 persone hanno scritto attraverso la posta elettronica e sono almeno altrettante le lettere inviate via posta». Il contenuto dei messaggi, leggiamo, «è estremamente variabile. Alcuni scrivono per complimentarsi o esprimere una critica. La maggior parte però lo fa per condividere le proprie idee o fare proposte. Oltre il 30% dei cittadini vogliono avere chiarimenti sul governo e sulla sua attività». Curioso, ci dicono la percentuale di chi ha chiesto chiarimenti e non quella di chi ha espresso critiche rispetto a chi ha fatto complimenti. Qualcosa puzza. Ma andiamo avanti. Si parla dei fondi per Pompei, necessari «dopo i crolli del novembre 2010 e quelli avvenuti nei mesi successivi». Messa così sembra che i crolli siano scomparsi con l’era berlusconiana. Eppure appena mercoledì si è staccato un pezzo di intonaco grezzo di circa un metro nel Tempio di Giove. Il tutto senza alcun clamore, ovviamente. Sorvoliamo, poi, sull’idea di «rendere più efficiente e duttile il Sistema di Difesa adeguandolo agli standard europei e atlantici» espressa proprio quando, nella vicenda dei due marò, l’esecutivo sta dimostrando esattamente la sua lontananza da quegli standard. Di sfuggita notiamo anche il trionfalismo sulle «46 importanti operazioni di polizia giudiziaria con l’arresto di 634 soggetti»: ma quando lo diceva Maroni non gli veniva risposto che gli arresti non hanno nulla a che fare con il governo? Lasciano perplessi anche alcuni provvedimenti in relazione al turismo, come il «programma da 7 milioni di euro per la realizzazione di servizi innovativi a favore dei turisti» (?) o il «progetto che ha un  finanziamento di 450.000 euro consentirà ad opinion leader e tour operator internazionali di conoscere da vicino la nostra migliorie offerta, con un ritorno di immagine importante per il Paese». A parte la grammatica stentata, non si capisce bene come siano stati spesi questi soldi: stiamo forse spiegando al mondo quanto si mangia bene in Italia? Sicuri che servissero i professori della Bocconi, per questo?