Finalmente è giunto il messia

Mussolini non diceva di essere l’uomo del destino, lo faceva dire ai suoi corifanti. Lo facevano persino i signorotti rinascimentali, considerando che lodarsi da soli fosse di cattivo gusto. Mister B. ha spesso tessuto le proprie lodi ma, essendo uomo di mondo, l’ha sempre buttata in burla. Poi è arrivato Mario Monti e il mondo è cambiato. In un crescendo che non può non destare imbarazzo – almeno in coloro (e fino a ieri erano molti) che rifuggono dal culto della personalità e mantengono un certo prudente equilibrio nel giudicare gli esseri umani – il professore ha presentato se stesso come salvatore dell’Italia, poi dell’Europa e oggi, previo colloquio con il “leader del mondo libero” (che già non è definizione da poco!), addirittura salvatore del mondo. Per ora pare si intenda solo del “mondo economico”, ma per chi segue la scuola secondo cui “l’economia è tutto”, non è poca cosa. Ma non è un obiettivo sufficiente. Monti ha assicurato ieri che il suo passaggio cambierà tutto e tutti. Ha già ricondotto alla “civiltà” il dibattito politico e conquistato la copertina di Time magazine. Dice che più Berlusconi lo appoggia più riguadagna credibilità internazionale, che trasformerà gli italiani e il loro modo di vivere e lavorare. Marchionne, come già tutta la “City” di Londra, andrà a lezione di economia da lui. Inoltre è sobrio, saggio, forte e giusto. Nemmeno Cesare Augusto è stato così incensato da vivo. E ce lo abbiamo da soli due mesi! Come abbiamo fatto a sopravvivere sino ad oggi senza di lui?