Fabrizio Rondolino: «Passera l’antagonista? Non lascerà il prof ma sarà futuro premier»

A lui Monti piace. Ma, dice, i giornalisti sono veramente troppo indulgenti con il suo governo. A Fabrizio Rondolino non interessano le mere logiche di scuderia. Ex comunista, già spin doctor di Massimo D’Alema, è stato anche editorialista de La Stampa e oggi collabora con Il Giornale, ma anche con Vanity Fair e con il settimanale Donna Moderna. Di Pd e Pdl ha una pessima opinione e vaticina: Monti e Passera sono due prime donne ma per il momento non litigheranno. In un futuro non lontano, invece, il professore salirà al Quirinale, mentre l’ex banchiere farà il premier. Per la destra o per la sinistra? Per nessuna delle due…

Rondolino, ma è vero che all’ombra dell’ecumenismo che circonda il governo tecnico si svolgono i classici scontri di potere interni, per esempio tra Monti e Passera?

Difficile dirlo, anche perché l’informazione su questo governo non è delle migliori…

In che senso?

Che è difficile conoscere i retroscena quando le cronache scarseggiano. Con il governo precedente i giornali erano abituati a criticare a prescindere, ora elogiano questo esecutivo altrettanto a prescindere, evitando inchieste e approfondimenti seri.

Proviamo a decifrarli noi, allora, i retroscena…

Be’, che fra i membri del governo vi siano scontri e opinioni differenti mi sembra ovvio. Del resto sono tutti primi della classe, tutti maschi alfa. Anche le donne sono maschi alfa, in questo governo. Ovvio che entrino in concorrenza fra loro.

E queste crepe possono aprirsi fino a mettere a repentaglio la solidità dell’esecutivo?

No, per ora non credo. C’è una sostanziale unità di mission e una solidarietà molto forte. Parliamoci chiaro, hanno il Paese in mano, i partiti sono in braghe di tela, non si divideranno certo adesso…

E in futuro? Si favoleggia molto sul destino di Monti e Passera nell’ambito dei partiti, magari potremmo vederli a capo delle due coalizioni, l’uno contro l’altro, al posto di Bersani e Alfano, alle prossime elezioni…

Addirittura, Passera contro Monti, entrambi in politica? Mah, non saprei, è difficile prevederlo ora. Più in generale direi una cosa: al termine di questo ventennio ho capito che l’Italia non è fatta per il bipolarismo ma per il monopartitismo…

Come in Cina?

No, nel senso che la politica, da noi, non può che incardinarsi attorno a un grande partito centrista.

Insomma, dobbiamo morire democristiani…

Sì, direi di sì. Magari un po’ meno cristiani, ma di sicuro in Italia il bipolarismo ha assunto caratteristiche peculiari, premiando gli estremismi. Da noi c’è spazio per un solo partito decente. Pdl e Ulivo hanno provato a esserlo, fallendo entrambi per motivi diversi. Ora questo partito potrebbe nascere attorno al governo Monti.

Una prospettiva un po’ agghiacciante…

No, io invece me lo auguro. Parliamoci chiaro, non c’è alcun motivo per cui Veltroni e Sacconi debbano stare in due partiti diversi anziché in un grande partito dei liberali e dei riformisti. L’unico motivo di divisione era Berlusconi.

Perché, secondo lei il Cavaliere è davvero definitivamente fuori dai giochi?

Non so, può anche darsi di no. Comunque, al netto delle questioni giudiziarie, mi sembra che abbia preso la saggia decisione di fare il padre nobile alle spalle di Alfano. E parliamoci chiaro: berlusconismo e antiberlusconismo valgono solo se lui è il capo.

In questi giorni, comunque, i partiti danno notizie di sé solo cercando di agganciarsi alla scia dei tecnici. Vedi la corte spietata di Veltroni a Monti…

Una cosa patetica… Non si rendono conto che questa situazione è figlia del fallimento di Pd e Pdl.

Insomma, ha ragione Ilvo Diamanti, che su “Repubblica” afferma che la terza repubblica nascerà contro i partiti.

Credo di sì. E, beninteso: io lo auspico. Del resto l’idea di tornare a Berlusconi & Bossi o a Bersani & Di Pietro è un incubo…

Meglio commissariare la politica e affidare le chiavi della cosa pubblica ai tecnici? Insomma, c’è davvero Monti, nel nostro futuro?

Guardi, non sono il primo a dirlo: Monti è il successore naturale di Napolitano. Mi sembra che il suo destino sia quello.

E Passera?

Ecco, Passera ha tutte le caratteristiche per fare il capo di governo. È carismatico, ha personalità, è liberale ma non liberista, è cattolico ma non integralista. Certo, ora lei mi chiederà se lo vedo a capo di un esecutivo di centrodestra o di centrosinistra.

Infatti…

La mia risposta è: nessuno dei due, capo di quel partito dei riformisti e dei liberali che spero nasca dagli elementi migliori del Pd e del Pdl.