Decreto liberalizzazioni: emendamenti in Senato, novità su auto e mutui

Il decreto sulle liberalizzazioni sarà all’esame dell’aula del Senato da mercoledì 29 febbraio. Lo ha riferito il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. «Abbiamo presentato alcuni emendamenti per rafforzare il provvedimento – ha detto Gasparri – in particolare sulle banche e le assicurazioni in modo da favorire l’apertura dei mercati. La fiducia? Non so se ci sarà. Noi, comunque, abbiamo lavorato per migliorare il decreto». E in effetti ieri, nella commissione Industria del Senato, è stato proprio il ddl 3110 di conversione del dl 1/2012 sulla competitività, la concorrenza e lo sviluppo delle infrastrutture, a tenere banco. Ovvero proprio il pacchetto liberalizzazioni. Ieri mattina è ricominciato l’esame degli emendamenti. La discussione continuerà fino a venerdì. Al vaglio, infatti, ci sono centinaia di emendamenti, quelli rimasti in piedi dopo la selezione a partire dai 2400 iniziali. Tra le proposte di modifica esaminate ieri, quelle relative alla repressione delle frodi nelle assicurazioni, alla lotta alla contraffazione dei contrassegni, alla scatola nera e alla liquidazione dei danni, nonché quella sui fenomeni di false invalidità. Nel dettaglio, la commissione industria del Senato ha previsto sconti sull’assicurazione della macchina per chi acconsente di installare a bordo il palloncino che consente di misurare il tasso alcolemico. Rafforzata anche la lotta alle frodi nel settore rc auto. La banca dati antifrode conterrà infatti d’ora in poi non solo le informazioni relative agli incidenti ma anche quelle dei danneggiati e dei testimoni. Stretta sui “colpi di frusta”: un emendamento alle liberalizzazioni prevede infatti che in caso di incidente stradale «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente». Per chi froda l’assicurazione saranno inoltre previsti fino a 5 anni di carcere. La proposta di modifica, presentata da Enzo Ghigo (Pdl), eleva le sanzioni, che attualmente vanno da 6 mesi a 4 anni, portandole da uno a 5 anni. La norma interessa chi «al fine di conseguire per sè o per altri l’indennizzo» da parte dell’assicurazione «distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione relativi al sinistro». Cassato all’unanimità, invece, il comma del decreto che prevedeva che le assicurazioni rimborsassero solo il 30% se i lavori di riparazione dell’auto danneggiata venivano fatte in una carrozzeria qualsiasi, e non in una convenzionata. Chi viaggia senza assicurazione auto, invece, dovrà fare i conti con le forze dell’ordine. Un emendamento approvato prevede che nel caso si venga iscritti nell’apposito registro dei veicoli che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile, ci siano 15 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. Trascorso il termine «l’elenco di coloro che non hanno regolarizzato la propria posizione viene messo a disposizione delle forze di polizia e delle prefetture». Altri emendamenti prevedono il conto corrente a spese zero per i pensionati che percepiscono un assegno sino a 1.500 euro, la possibilità di ottenere un mutuo senza essere obbligati ad aprire un conto corrente presso la stessa banca, l’obbligo per le banche di sottoporre almeno due diversi preventivi di polizze vita “non riconducibili” al medesimo istituto. Dalle competenze del tribunale delle imprese escono le class action e la materia di contratti pubblici di appalto di lavori, servizi e forniture di rilevanza comunitaria, mentre restano le azioni di nullità per il risarcimento del danno e violazione delle norme antitrust Ue.