Da Jovanotti a Veltroni, da Montesano a de Bortoli: tutti intervengono sul sermone

Un plebiscito contro il Mollegiato. Dentro e fuori Sanremo. La performance di martedì sera non è andata giù (praticamente) a nessuno. Tra i cantanti in gara, parla la figlia di Zucchero, Irene Fornaciari: «Ero innamorata di Adriano Celentano. Mi piaceva molto, anche fisicamente, ora mi piace un po’ meno».
Al di fuori della kermesse canora, tra i mostri sacri della musica leggera, c’è chi può permettersi di essere meno diplomatico «Domani diranno che ci sono stati grandi ascolti. Ma quanti guardavano solo per vedere fino a che punto si spingeva quella follia?», ha scritto su Twitter Enrico Ruggeri, stroncando senza riserve il Festival: «Sono imbarazzato come operatore dello spettacolo e dispiaciuto per i miei colleghi che stanno aspettando la fine di questo delirio». Sul filo del sarcasmo il conduttore Mediaset, Gerry Scotti, si è limitato a retwittare: «Avevano vietato il festival a Morgan perché si drogava. E questi invece?».
Perplesso anche l’attore Enrico Montesano che, sul suo blog, ha osservato: «Vedendo alcuni spezzoni del Festival di Sanremo a un certo punto ieri sera mi è parso di vedere un programma di matti! Adriano, al quale voglio bene, che apprezzo come cantante e con il quale ho anche lavorato, ha detto cose per cui mi è uscito un commento spontaneo e incontrollato: “Ma qua so pazzi! Pazzo lui e chi lo ha chiamato”!».
Su Twitter anche il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli non si è fatto sfuggire un commento, inserendo proprio una canzone scritta da Ivano Fossati per l’ex ragazzo della via Gluck: «Celentano? Non l’ho visto, non l’ho sentito e non l’ho letto. “Esco di rado e parlo ancora meno”». Gli fa da controcanto un autorevole firma del suo giornale, Pierluigi Battista, che indirettamente punzecchia anche il suo direttore: «Ma tu pensi che milioni di italiani sono scemi solo perché guardano Sanremo?. Sì. Compresi i Twitter che non parlano d’altro da ieri».
Tra gli “scemi” in questione l’ex segretario Pd, Walter Veltroni twitta la sua: «Non si puó mai chiedere o auspicare la chiusura di un giornale. Mai». Mentre il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone avverte: «Sia i pro sia i contrari, tutti caduti nel trappolone di Celentano, che se la ride, mentre politici e media si accapigliano pateticamente…». David Sassoli, ex mezzobusto del Tg1, oggi europarlamentare Pd: «A guardarlo dall’estero, poco poco, sembra più il festival dello sproloquio italiano». Il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, fa notare su Twitter l’assenza della performance di Celentano dalla puntata su Sanremo che viene riproposta sul sito internet della Rai. «Trovo letteralmente sconcertante e mi chiedo come sia possibile che la Rai non abbia i diritti per la Rete di una parte del festival di Sanremo, che è la sua produzione più importante».
Tra i rari artisti pro-Celentano, Lorenzo Jovanotti: «Se fossi Rocky direi Adrianoo! Yeah old boy!». Controcorrente anche il blogger Pd (ed ex giornalista di Avvenire) Mario Adinolfi: «Celentano è un uomo di fede, di fede ingenua e “ignorante”, ma Cristo non amava i dotti. E una stampa cattolica diversa la vorrei anch’io». Invece, su Facebook Claudio Velardi fa esercizi di dietrologia: «E comunque vi è chiaro, sì, che è un imbroglio pure quello del voto saltato? Che serve solo a tenere alti gli ascolti?». Tra i protagonisti sanremesi, Luca Bizzarri si consola con i numeri: «20 min dalla Bignardi (3%) più di 200 richieste di amicizia su facebook. 20 min a Sanremo (50%) 25 richieste. Interessante, no?». A chi si indigna replica il blogger Luca Sofri: «Guardiamo la tv praticamente mai, l’abbiamo abbandonata con soddisfazione a un pubblico poco esigente o senza possibilità di scelta, o disabituato a qualunque qualità, e poi quando la accendiamo ci meravigliamo che quel che troviamo sia di totale mediocrità? Che vi aspettavate, Sorkin? Nanni Moretti?».