America’s Cup, il piano “b” è un boomerang

Bisogna dare atto al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che un primo risultato è riuscito finalmente a conseguirlo. La regata velica, la “cuppetella” così come la definì il sindaco Iervolino, si farà a Napoli. Le chiglie dei catamarani made in Usa però non solcheranno più le acque flegree tra Nisida e Bagnoli ma quelle non meno stupefacenti del braccio di mare compreso tra il Castel dell’Ovo e Mergellina. Dopo l’ostinata e indifendibile decisione di stabilire il quartier generale della regata a Bagnoli, il sindaco di Napoli è stato obbligato a cambiare la location dell’evento per l’intervento della magistratura che ha verificato la veridicità di quanto da mesi andavano ripetendo autorevoli voci della cultura e dell’ambientalismo: l’elevata concentrazione di elementi inquinanti sia nella famigerata colmata di Bagnoli, sia nei fondali marini antistanti ad essa avrebbero esposto l’integrità fisica di operatori, spettatori e atleti a seri rischi.
Nonostante De Magistris per mesi avesse ripetuto ossessivamente che la regata sarebbe servita a mettere sotto i riflettori la mancata bonifica e l’inesistente rilancio dell’area occidentale di Napoli, di fronte alla ferma presa di posizione della procura della Repubblica ha tirato fuori un piano “B” e ha dirottato l’allegra brigata della Vuitton cup su via Caracciolo. Un’area di grandissimo pregio storico-paesaggistico. Un sito tutelato da ben due vincoli. Per superarli si amplificano i toni propagandistici sui presunti effetti taumaturgici del “grande” evento e si adotta una nuova parola d’ordine: minimizzare.
Alla Commissione edilizia integrata viene presentato soltanto il progetto relativo all’occupazione di via Caracciolo e di via Anton Dohrn e al prolungamento delle scogliere antistanti alla rotonda Diaz. Progetto che ottiene un’approvazione condizionata al ripristino dello stato dei luoghi e alla salvaguardia dei manufatti ottocenteschi progettati da Enrico Alvino. Allo stato alla Commissione edilizia integrata non è ancora pervenuto quello che concerne l’utilizzo della storica villa comunale. Si vocifera che i viali e gli slarghi del giardino botanico saranno invasi da servizi igienici, spogliatoi, punti di ristoro, infopoint, shop-cafeteria, mediacenter, area esposizioni e da altre attrezzature ritenute necessarie.
Se la Commissione comunale avesse avuto la possibilità di valutare l’impatto ambientale prodotto complessivamente dai due progetti forse l’esito sarebbe stato diverso.
Ma le polemiche sono tutt’altro che concluse. Secondo il professor Gerardo Mazziotti l’autorizzazione ai lavori rilasciata dalla Conferenza dei servizi è priva di ogni efficacia. L’accademico sostiene, infatti, che soltanto la Soprintendenza provinciale e la direzione regionale ai Beni paesaggistici, per legge, devono esprimere il loro parere ed è il ministro ai Beni e alle attività culturali che deve approvare eventuali deroghe al vincolo monumentale di via Caracciolo, previo parere obbligatorio e favorevole del Consiglio superiore del ministero. Oltre al mondo della cultura anche quello dell’ambientalismo dell’assise di Palazzo Marigliano sta elevando il livello dello scontro con la sottoscrizione popolare di una petizione con cui si chiede il pieno rispetto dei vincoli paesaggistici.
La preoccupazione che il prolungamento della scogliera artificiale possa diventare permanente è fortissima. Così come la cancellazione, seppur limitata a 90 giorni, di un’arteria vitale per i collegamenti est-ovest della città non potrà non determinare un pesante impatto sull’abitato che fiancheggia la Riviera di Chiaia. Già provata dalla presenza di numerosi cantieri stradali che riducono le dimensioni della sua carreggiata in più punti e rallentano i flussi veicolari con l’inevitabile conseguenza d’incrementare così il tasso d’inquinamento da rumore e dell’aria, l’arteria stradale dovrà necessariamente sopportare anche il carico del traffico normalmente smaltito da via Caracciolo con disastrose conseguenze fin troppo facili da immaginare. «L’appuntamento si trasformerà in un volano economico, turistico, occupazionale per Napoli, oltre a consentire alla città un processo di rilancio di immagine sul piano internazionale e di riqualificazione per quanto riguarda, per esempio, la spiaggia cittadina e il restyling della villa comunale». I napoletani possono stare tranquilli. A dirlo è Giggino de Magistris.