A Sanremo conta solo Celentano: ecco come si ammazza un Festival

Julia Roberts, Madonna e Stevie Wonder volevano troppi soldi. E non arriveranno neanche superospiti a sorpresa dell’ultimo minuto. Il festival di Sanremo fa i conti con «la politica di contenimento dei costi voluta dall’azienda», spiega il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Per questo motivo stasera sarà sul palco Adriano Celentano, che intascherà solo trecentomila euro a serata fino a un massimo di 750mila euro.
La singolare logica della Rai, giustificata dal fatto che il Molleggiato destinerà in beneficenza il cachet (ma sono sempre soldi del canone Rai), fa il paio con la rischiosissima scelta di puntare tutto su Celentano.   
Come se i cantanti in gara, gli altri ospiti e il conduttore Gianni Morandi, fossero destinati a fare da comprimari. Rocco Papaleo si fa portavoce delle “comparse” sanremesi. «In un momento storico come questo, bisogna considerare che dietro al festival di Sanremo c’è una macchina formidabile, stiamo parlando di grandissime competenze, altrimenti viene tutto schiacciato da Celentano». 
Un allarme dall’interno della kermesse, ma anche dall’esterno. Dalla sua pagina ufficiale di Facebook, Vasco Rossi postando La luna – canzone scritta per Patty Pravo – ha contestato proprio la kermesse di quest’anno in particolare la giuria, rea di averlo prematuramente scartato: «Siamo stati bocciati alla selezione di Sanremo. Non è stata nemmeno ascoltata la canzone che già la giuria aveva decretato che per quest’anno bastava Celentano».  
E tutto verte sulla ospitata. La prima performance di Adriano Celentano «non sarà interrotta dalla pubblicità», annuncia il direttore di Rai1 Mauro Mazza. «È evidente che, a compensazione di questo – aggiunge con un sorriso – dopo Celentano avremo break pubblicitari interrotti da qualche brano». Dal canto suo, Morandi non si sbilancia sulla possibilità di essere coinvolto nelle performance di Celentano: «Non si capisce bene. Mi ha detto “potrei chiamarti”, ma forse me lo dirà domani alle sei del pomeriggio. In ogni caso sono pronto, qualsiasi cosa voglia fare. Conosco bene Adriano e conosco bene il suo repertorio».
E gli ospiti stranieri? «Saranno integrati nel meccanismo del festival, nella serata dei duetti del giovedì», spiega ancora Mazzi. E a capitan Gianni Morandi piace pensare che possano essere considerati «superospiti stranieri» dinosauri come Josè Feliciano e Patti Smith o a artiste semisconosciute al pubblico italiano come la cantante soul Macy Gray.
È previsto ovviamente anche un tributo a Whitney Houston, ma non sarà (fortunatamente) Nina Zilli a interpretarlo. Lo ha detto il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi, smentendo le notizie uscite ieri: «Era un’idea ma ci stiamo riflettendo. È importante celebrare una delle voci più importanti al mondo, ma per rispetto vogliamo capire bene come farlo. Ma non sarà Nina Zilli». La giovane interprete italiana vanta un paio di brani di discreto successo ma ha ancora la presenza per celebrare un mostro sacro come la cantante americana prematuramente scomparsa domenica. 
C’è pure il rischio che il Festival trascuri la gara per un format alla “C’è posta per te” di Maria De Filippi o, peggio, delle carrambate all’insegna della beneficenza spettacolo. 
Lo lascia intendere l’ufficio stampa del “nonno della via Gluck” che ha già annunciato l’elenco dei beneficiari del cachet. Sono il Centro chirurgico e pediatrico di Goderich (Sierra Leone) e l’Ospedale di cardiochirurgia di Khartoum (Sudan) le strutture di Emergency alle quali sarà devoluto, oltre che alle famiglie bisognose di sette città (Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari), individuate dai rispettivi sindaci, il cachet percepito da Adriano Celentano per il festival di Sanremo. Lo annuncia una nota del Clan, spiegando in modo dettagliato le modalità di assegnazione del compenso dell’artista. «La scelta di rendere pubbliche le suddette modalità – viene sottolineato – è stata presa allo scopo di garantire la massima trasparenza e chiarezza all’iniziativa. Anche per coloro ai quali tale iniziativa risulta indigesta».
E dalla Francia osservano che Roberto Benigni «era stato più discreto»: lo scrive il giornale francese Le Monde, in un articolo dedicato alle polemiche sulla decisione di Adriano Celentano di dare in beneficenza il cachet per la sua partecipazione al Festival di Sanremo. In particolare, nell’edizione di ieri, il quotidiano della sinistra francese si chiede se quella dell’ex Molleggiato non sia «una messa in scena di generosità». Nel 2011, continua il quotidiano parigino, «Roberto Benigni aveva fatto la stessa cosa con più discrezione». Per Le Monde, tuttavia, nonostante le polemiche, «la leggenda» di Celentano uscirà «rafforzata» da questa vicenda. Anche perchè, nonostante la donazione a Emergency e ad alcune famiglie povere, l’artista dovrà comunque «pagare allo Stato italiano le tasse» legate al suo cachet. Della «questione del compenso stellare percepito da Adriano Celentano per i sermoni che ci rifilerà dal palco dell’Ariston di Sanremo», si occupa anche Osvaldo Napoli. Per il vice presidente dei deputati del Pdl la questione «non può considerarsi chiusa con la decisione dell’artista di donare gli incassi delle serate». Napoli ricorda che «l’utente paga il canone alla Rai per riceverne in cambio servizi, si presume di qualità e un’informazione completa». Quindi, «il fatto che i soldi dei cittadini siano devoluti in beneficienza nulla toglie all’inaccettabilità di un contratto esoso per le finanze della Rai e per le tasche dei contribuenti. Ecco, in un’Italia che si vorrebbe sobria quello di Celentano non è un bell’esempio. Il presidente Monti – conclude il deputato Pdl – dice di voler cambiare il modo di vivere degli italiani: cominci a cambiare il contratto di Celentano. Sarebbe un buon inizio».