Santanchè: i veri ricchi? Più  alle Maldive che a Cortina…

Demonizzare Cortina e chi va a Cortina per meri scopi mediatici e politici: Daniela Santanché è infuriata, proprio non ci sta ai metodi da «Stato di Polizia» dei nuovi giustizieri. E da «italiana sciovinista», come ama definirsi, ha chiesto ufficialmente le dimissioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera per una “performance” che costerà cara all’Italia.

Onorevole Santanché, una richiesta molto forte…

Solidarizzo con gli imprenditori di Cortina danneggiati dalla demagogica iniziativa dell’Agenzia delle Entrate. Non è criminalizzando la ricchezza che si combatte l’evasione. Per questo motivo il direttore Attilio Befera dovrebbe dimettersi per il danno d’immagine ed economico che ha provocato alla città ampezzana e più in generale al paese, che ha nel turismo la sua seconda fonte di ricchezza. Si è trattato di un’operazione puramente mediatica voluta in tempi e modi tali da creare una vasta eco, quando strumenti meno plateali a disposizione esistono e sono altri. Se si mettessero delle telecamere nascoste, ognuno rivilerebbe un’anomalia. I numeri dicono che ci sono 30.000 impiegati statali ad avere un secondo lavoro. Così come ci sono tanti professori che escono da scuola e danno ripetizioni profumatamente pagate “al nero”. Quindi…

Massimo Boldi, “eroe” di tanti cinepanettoni vanziniani, ha fatto osservazioni interessanti sul “Corriere della Sera”: dentro tanti Suv usati ci sono tanti “finti” ricchi”, che si pagano la vacanza “in” a rate o chiedono prestiti. È vero?

Ma sì. Tutti aspirano leggittimamante a un’“ascensore” sociale. C’è chi fa sacrifici per andare in certi luoghi alla moda, ma non è detto che sia uno straricco. Anzi. Io ho un figlio e come tale conosco molti genitori, molte famiglie che con grande sacrificio “investono” sulla possibilità di far conoscere ai loro figli luoghi prestigiosi oltreché belli, per farli migliorare, per accrescerne conoscenze e gusti. Le pare un reato? Le pare che possano essere criticati presumendo che possano essere degli evasori? Non siamo in uno Stato etico. È una questione culturale.

Ci sono mète turistiche ambite che sono diventate meri “status symbol” per dimostrarsi al di sopra di ciò che si è: non trova che, invece, i “veri” ricchi siano altrove, magari in volo per lussuose e costosissime località esotiche. Chessò, le Maldive…

Ma certo, come Casini, Rutelli, i Terzopolisti… Che figura in un momento di crisi come questo e che pessimo esempio hanno dato in un in un momento in cui ci sarebbe bisogno di spendere i soldi in Italia anziché in località esotiche dai costi faraonici. Hanno veramente dato una cattiva prova di loro stessi dal punto di vista politico. Bisognerebbe tifare di più per l’Italia. Io addirittura sono una che ci tiene a bere sempre spumante e mi faccio problemi quando acquisto in paesi stranieri. Inorridisco se penso che qualcuno brindi con lo champagne o mangi formaggi francesi… Sono forse “barocca” nella forma, ma sobria nella sostanza…

Come si determinano nell’immaginario vacanziero i trend modaioli?

Si determinano anche casualmente delle carovane, dei trend, dei “circhi”. Cortina, Ibiza, la Costa Smeralda. Sono mode, percezioni di benessere.

Anche di breve durata in molti casi. Quando un posto esclusivo diventa popolare e preso d’assalto, i veri ricchi se ne vanno da lì, o no?

Non lo so, forse perché non sono una vera ricca. Lavoro come parlamentare e come imprenditrice, pago regolarmente le tasse, felice di pagarle. Ma tengo a fare una premessa.

Quale?

La ricchezza non è uno spartiacque sul valore delle persone. Non difendo certo gli evasori e non prendo lezioni da nessuno in materia, visto che ho fatto parte di un governo, qullo guidato da Silvio Berlusconi che ha ottenuto ottime performance nel recupero dall’evazione fiscale. Io pago regolarmente le tasse anche in qualità di imprenditrice e sono orgogliosa di essere la parlamentare con la dichiarazione di redditi più elevata. Ma combatto l’idea che la ricchezza sia considerata un reato, un peccato. La ricchezza è un bene ed è pericoloso demonizzarla. Pericoloso per il bene della ripresa economica dell’Italia.