Povero Alessio, appena nato è già di serie B

Come non accodarsi agli auguri alla piccola Takwa: 4 chili e 190 grammi di peso, poche ore di vita, ha fatto la felicità di papà Ben Ahmed e di mamma Karik, lavoratori approdati a Torino dalla Tunisia. Poche ore di vita ma già tanta notorietà: Takwa, insieme alla piccola Sofia, di origine italo-vietnamita (il papà è romano, quindi la bambina è già automaticamente italiana), sono finite su tutti i giornali come le prime nate del 2012. Il fatto che fossero non italiane (così sono state presentate, con buona pace della povera Sofia) ha dato il via ai sociologismi per tutti i gusti. Da una parte c’è chi ipotizza una sorta di partenogenesi quirinalizia: le piccole sarebbero figlie di Napolitano e del suo appello per lo ius soli. Il Corriere della Sera, per esempio, ci ha costruito su tutta una narrazione edificante, stabilendo un vero e proprio nesso causa-effetto. Quasi che, appunto, Takwa l’avesse concepita il Capo dello Stato (cosa che sarà meglio non far notare al signor Ben Ahmed). Altri, invece, sono andati più sul pesante. Carmelo Palma, esponente di Fli, ha sparato ad alzo zero su Facebook: «Si chiamano Takwa e Sofia. Una è tunisina, l’altra è vietnamita. Sono le prime italiane nate nel 2012. Bossi, vaffanculo». E vaffanculo anche a Giovanna Maria, nata 39 minuti prima di Tawka a Catanzaro. Ma lei è italiana, non vale. Eppure per evitare di tirare per la carrozzina Takwa e Sofia, che in queste ore saranno in tutt’altre faccende affaccendate, bastava scorrere fino alla fine l’articolo del Corriere. Che nell’ultimo capoverso riportava la chicca: «Ma il primo nato in tutta Italia è Alessio». Povera mamma Silvia, povero papà Stefano, di loro non frega niente a nessuno. Diamoglielo noi, ad Alessio, il benvenuto in questa Italia vile, che per far polemica politica falsifica la realtà e strumentalizza i bebè. E sappia che domani, per riscattarsi dalla colpa di essere nato per primo e da italiano, dovrà come minimo sposarsi con Takwa…