Politici, massacro continuo e autodifese alla Fantozzi

Il punto non è perché Francesco Rutelli va alle Maldive, a spese sue, a Natale, in piena crisi economica. Il punto è che quando torna e gli chiedono come mai, lui risponde che aspettava da tanto di fare il viaggio di nozze con la moglie Barbara Palombelli. Con la quale s’è sposato esattamente trent’anni fa. Se poi il leader dell’Api viene ricoperto di insulti e sberleffi sul web e sui giornali, c’è poco da meravigliarsi. Meglio, molto meglio Pierferdinando Casini e Renato Schifani, anch’essi ospiti di suite di lusso ai Tropici, ma rimasti rigorosamente in silenzio, di fronte alle polemiche di chi trova strano che in piena crisi economica i politici si premino con vacanze da nababbi. Anche Mario Monti, quando si difende dagli attacchi della Lega sulle feste a Palazzo Chigi, adotta una linea ironica e sofisticata, che punta a limitare i danni con classe: ma certo l’idea che alle interrogazioni dei politici, perfino a quelle di Calderoli, si risponda dando conto del cotechino comprato con i proprio soldi e non dell’eventuale utilizzo improprio di una sede istituzionale, non può certo essere considerato un atteggiamento rispettoso nei confronti dei cittadini. Ma le gaffe degli ultimi giorni, che hanno visto protagonisti i politici assediati dalle campagna anti-casta, vanno analizzate alla luce di un clima che rende difficile trattare le questioni nel merito, andando oltre la demagogia di chi cerca di cavalcare gli scandali nell’ottica dell’anti-politica. Quando qualche settimana fa il parlamentare del Pdl Maurizio Paniz difese gli stipendi dei parlamentari sostenendo che con 4mila euro non si riusciva a sbarcare il lunario, certamente non fece nulla per placare gli ardori della gente imbufalita per la manovra lacrime e sangue e aizzata contro i parlamentari dalle campagne contro la casta. Però qualcosa di vero c’era, visto che solo in questi giorni s’è saputo che lo stipendio vero dei parlamentari, tecnicamente, è proprio coincidente con quello di cui si “lamentava” l’onorevole Paniz.
Ciò che accade in questi giorni, però, non è una novità. Anche in passato i politici colti in castagna da accuse o campagne più o meno populiste, avevano cercato di mettere toppe rivelatesi peggiori del buco. È il caso di Valter Veltroni, quando gli fu fatto notare che percepiva da anni una baby pensione da 5.216 euro netti. Veltroni, preso dal panico, non trovò meglio che rispondere così: «Ho usato i soldi delle mie pensioni per fare del bene al prossimo», sostenendo di aver cercato di rinunciare al vitalizio, ma senza esserci riuscito. Anche Di Pietro, interrogato sulla pensione ottenuta a 45 anni, diede una risposta surreale: «Sì, però continuo a lavorare, io…».
Proverbiale anche la risposta -gaffe data dal ministro dell’Interno del governo Prodi, Enzo Bianco, quando fu sorpreso in Turchia mentre assisteva a un’esibizione di danza del ventre in un localino a luci soffuse: «Era una esibizione di folklore locale, nell’ambito di una mia visita istituzionale», spiegò. Ma quella foto, e quella linea difensiva, fecero il giro del mondo. Così come quella immagine di Giovanna Melandri che balla l’Hully Gully a Malindi, in Kenya, nella villa principesca di Flavio Briatore. Nulla di male, se non per il fatto che lei negò di “avere certe frequentazioni” (prima che uscisse la foto…) e sostenne che le sue vacanze in Kenya avevano motivazioni molto più profonde, tipo l’apertura di un ospedale per bambini…