Niente fronde ma il Pdl si dia una mossa

Alcuni giornali giurano che sono in corso manovre per fare una fronda nel Pdl e far cadere il governo Monti. Alfano ha ribadito l’appoggio (con sempre meno “se” e sempre meno “ma”) all’esecutivo tecnico. Da anni va di moda tra i giornalisti il mito della “scissione degli ex An”. Da anni, chiunque interpellino gli dà la stessa risposta: “È una cosa fuori dal mondo”. Chiariamo: sono in moltissimi a pensare che il governo Monti sia un insulto alla democrazia, al Parlamento e alla politica in generale; in molti a essere convinti che le ricette di Monti siano 60%, proclami, 20% macelleria sociale e il restante 20% meriti che si prende per cose già avviate dal centrodestra. Sono forse la maggioranza gli esponenti del Pdl che ritengono che i membri della giunta tecnica pensino a se stessi come avversari del centrodestra, legati ad altre logiche e altri ambienti. E i parlamentari del Pd e dell’Udc non pensano affatto di essere in maggioranza con noi, ma di avercela tolta per usarla “contro di noi”. L’assalto alla Rai ne è prova evidente. Il popolo ha dato il governo a noi, Napolitano l’ha dato a loro e ora vogliono mettersi in condizione di impedirci, con ogni mezzo, di tornare a vincere. Il Cav è responsabile e leale. Il Pdl deve restare unito, solido e anteporre l’interesse d’Italia ai giochi politici. Ma tutti gli altri, Monti incluso, fanno il contrario. Salvare l’Italia dalla crisi è il primo punto. Ma il secondo deve essere salvarla da loro.